Spadafora: “Giocare, scelta irresponsabile. Sulle partite in chiaro penso a modifica della legge”

Spadafora: “Giocare, scelta irresponsabile. Sulle partite in chiaro penso a modifica della legge”

Un altro intervento del Ministro per lo Sport

di Redazione VN

Oggi si è giocato per un gesto irresponsabile della Lega di serie A e del suo presidente Dal Pino. Vero, nel dpcm c’è ancora la disposizione delle porte chiuse, ma stiamo consigliando agli italiani di stare a casa. Il mondo del calcio si sente immune da regole e sacrifici. Partite in chiaro? Sto pensando ad una modifica della legge Melandri…

Queste le parole del Ministro Vincenzo Spadafora, interpellato da 90° Minuto su Rai Due.

 

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  1. Lea - 4 mesi fa

    A me hanno messo i bambini a casa, io devo lavorare con il pubblico e non mi danno aiuti economici per i bambini. E prendo poco più di 1000 euro al mese…. Ah nessuno mi controlla 2 volte la settimana come loro. Ma loro poverini mettiamoli a casa a godersi i loro milioni… Vaia

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  2. LupoAlberto - 4 mesi fa

    Mi sembra che praticamente sostenga che o si danno le partite gratis in tv oppure giocare è da irresponsabili… cosa c’entra col virus?
    Abbiamo perso il momento all’inizio: chiudere tutto e obbligare la gente a stare a casa “alla cinese” avrebbe evitato la diffusione del contagio, ma noi abbiamo preferito raccontare che era “meno pericoloso di una normale influenza”, e via via fino a diffondere la notizia della chiusura della Lombardia prima di averlo deciso, permettendo che migliaia di persone scappassero col rischio di diffondere ulteriormente il virus nelle regioni del sud, dove la sanità è quella che è. Spiagge affollate e code alle sciovie.. questa è la strada scelta dall’Italia.
    Quindi?
    Perché non fermare il calcio? Solo perché in un momento così difficile è una delle poche distrazioni che gli Italiani possono avere per non cadere in depressione, per avere un po’ di “normalità”.
    Perché fermarlo? Perché non è giusto che i giocatori rischino il contagio.
    Però.. quando tornano a casa se salta la centralina del telefono si aspettano che i tecnici facciano il loro lavoro e ripristino il tutto velocemente. Quando mandano qualcuno a fare la spesa si aspettano che i negozi siano ben riforniti e la roba negli scaffali. Eppure quelli che per pochi euro al mese (nulla rispetto a quello che guadagnano i giocatori) fanno questo lavoro continuano a farlo sia perché altrimenti non potrebbero pagare i conti, sia perché non hanno altra scelta, non si possono chiudere i supermercati. E qualcuno (milioni di persone) va tutti i giorni al lavoro anche se ne farebbe volentieri a meno di dover passare accanto ad altre persone che non conosce e potrebbero infettarli. Gente che magari non si ricorda di stare a distanza o semplicemente non può (una cassiera non potrebbe stare a più di un metro dal cliente nemmeno se volesse).
    Tutti devono fare la loro parte, e davvero pochi possono farlo da casa senza incontrare nessuno, ed alla fine davvero i calciatori (controllatissimi ed in un ambiente limitato e quindi controllabile) rischiano più di un cassiere del supermercato?
    SFV

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    1. batigol222 - 4 mesi fa

      Bravissimo, hai fatto un intervento stupendo, anche contro quella che era la tua posizione fino a pochi giorni fa. Semplicemente ragioni, se tutti noi andiamo più o meno a lavoro, perchè i calciatori non dovrebbero farlo, con tutti i super controlli che hanno e che noi non abbiamo?
      O si sta davvero a casa tutti o il fatto che una 30ina di persone corrano un minimo rischio giocando a pallone veramente non è nulla per la diffusione del virus, rispetto a quanto si rischia tutti noi che siamo milioni

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  3. Violentina - 4 mesi fa

    diglielo a calamai il sig. bandiera al vento.. fino a ieri bisognava giocare ad ogni costo da oggi andava fermato tutto settimane fa. figura di palta.

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