Le parole del nuovo presidente della FIGC, Giovanni Malagò, dopo l'elezione: dagli obiettivi al nuovo commissario tecnico della Nazionale

Il neopresidente della Federcalcio italiana, Giovanni Malagò (QUI L'UFFICIALITÀ), ha parlato a Rai Sport del lavoro da svolgere e il futuro del calcio in Italia. Le sue parole:

Un'emozione diversa, non c'è dubbio. C'è una dinamica di sentimenti non paragonabili. Ho sentito un attestato di responsabilità che non mi era mai capitato prima.

Sugli obiettivi

Servono idee diverse, scelte coraggiose, l'impasse che si è creato non deve impedire di arrivare alle riforme di cui beneficerebbe l'intero movimento. Serve anche realismo, abbiamo due anni e mezzo scarsi di legislazione sportiva, è una lotta contro il tempo e intanto serve salvaguardare l'aspetto sportivo. Perché poi se non ti qualifichi al Mondiale, per esempio, vai a casa, è una legge non scritta perché la pancia del paese non può giustificarlo.
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Sul CT

Lo dico con franchezza, non ho parlato con nessuno. Sono andato in FIGC a conoscere i collaboratori, domattina vado a Losanna per il CIO. Poi inizierò a sondare, a capire. Mancini è sicuramente fra i papabili, ma ce ne sono altri. Ma non ho parlato con nessuno. Per un breve periodo c'è stato Herrera... Nella vita mai dire mai.

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