Daniele Galloppa racconta l’esperienza alla guida della Fiorentina Primavera dopo il trionfo in campionato: emozioni, crescita personale e le difficoltà nella gestione del gruppo.

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Daniele Galloppa, dopo aver trionfato con la sua Primavera riportando un trofeo dopo 43 anni, è pronto per una nuova avventura al Modena. L'ormai ex tecnico viola ha raccontato il suo percorso di tre anni alla guida del vivaio della Fiorentina in un'intervista rilasciata a Cronache di Spogliatoio. Ecco le sue parole:

Lo Scudetto

Questo Scudetto mi lascia tanto, tantissimo. Le fotografia che ho in testa sono gli abbracci e i pianti a fine partita. Il messaggio più bello che ho ricevuto è stato quello del mio medico; ha fatto un racconto descrivendomi, e ha descritto le mie paure come se fossero state dei punti di forza. Adesso voglio stamparlo e appenderlo in casa. E' come se io avessi trasmesso a lui di crederci, di sognare, di andare avanti nonostante gli sbagli.. ha scritto qualcosa di meraviglioso, nel leggerlo ho pianto. Quali sono queste paure? Sono tanti fantasmi che tutti hanno, penso di essere stato bravo nel non trasmetterle agli altri.
Galloppa

Cosa ti ha lasciato il percorso a Firenze

Da questa esperienza ho imparato che l'allenatore non deve essere cinico e deve abituarsi a trovare in situazioni tutt'altro che facili da gestire. La difficoltà più grande è gestire chi non gioca, lo dicono tutti.

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