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Prandelli: “Firenze difficile, ma l’ho capita grazie ai racconti dell’Alluvione”

Redazione VN
Il bel racconto dell'ex allenatore

L'ex allenatore viola, Cesare Prandelli, ospite al Teatro Verdi per Viva el Tour con Adani, Cassano e Ventola, ha parlato così di Firenze e la Fiorentina:

Cosa è per me la Fiorentina? Io amo Firenze. Ho avuto molte difficoltà nei primi sei mesi. La società mi chiedeva di rinnovare il contratto perché stavamo andando molto bene, eravamo secondo/terzi. Però sentivo che mi mancava qualcosa, dovevo capire in che contesto vivevo e lavoravo. Stessa cosa che devono fare i calciatori. Mi fermavano per strada e mi dicevano: "Te tu devi vincere!". E io pensavo, pensa che strani. Mi dicevano quando dovevo fare i cambi. Insomma, non andava bene niente. Una sera, ero a casa e sulla tv c'era il racconto dell'Alluvione. Vedevo tutta questa gente che arrivava e aiutava. E nonostante il dramma, c'era dell'ironia nelle persone che venivano riprese. Ad un certo punto si vede questo camion che arriva in Santa Croce, dove c'era il fango alto più di un metro. E questo camion si ferma. Così, i fiorentini, arrivano tutti intorno al camion e lo spingono. Da lì ho pensato: "Ma allora i fiorentini, nonostante il loro essere burberi, ironici, sono anche generosi". Firenze è una città generosa, qui difatti nasce la solidarietà. Allora, da quel momento, mi sono documentato veramente.

Sulla parte calcistica

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I miei principi di gioco erano gli stessi che proponevo con i ragazzi nel settore giovanile, solo con interpreti diversi. Però, negli ultimi metri, dovevano essere i giocatori di qualità a fare la giocata. Perché è lì che sorprendi il tuo avversario. Non esistono gli schemi in quelle situazioni. E Mutu era questo, per esempio.