Oltre a Ferrari, anche il ds della Fiorentina Fabio Paratici ha parlato durante la presentazione a Solomeo della lista dei 100 candidati all’European Golden Boy. Queste le sue parole su Rocco Commisso raccolte dal sito ufficiale viola:
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Paratici su Commisso: “Lo vivo grazie al Viola Park. Nel club c’è idea di famiglia”
Il direttore sportivo della Fiorentina Fabio Paratici parla del momento del calcio italiano e di come si possa fare per migliorare
Il "mio" Commisso? Una persona speciale, il mio racconto è soltanto parziale perché ho avuto l'opportunità di conoscerlo poco in prima persona e direttamente. Però lo vivo tutti i giorni grazie alla famiglia e ai dialoghi che ho con loro soprattutto grazie alle persone che lavorano con me al Viola Park e che lo hanno vissuto per tutti questi anni. Traspare il fatto che abbia voluto trasmettere l'idea di famiglia nel club, che tutti fossero trattati allo stesso modo indipendentemente dal grado e dal ruolo. Questa è la sensazione che ho chiarissima dopo questi mesi alla Fiorentina. Il suo colpo di mercato migliore? Costruire questo centro sportivo incredibile, che resterà a Firenze e al calcio italiano. In Premier League ci sono strutture all'avanguardia e il Viola Park è addirittura meglio perché è qui in Italia. E' stato un visionario con le sue aziende ed è stato visionario anche qui. Attraverso le call che con Alessandro facciamo con la famiglia c'è sempre un tempo dedicato al settore giovanile, al fatto di aver costruito tutto questo per i ragazzi, per il calcio italiano. Non è retorica o una frase fatta ma un sentimento vero.
Sul momento del calcio italiano:
Continuo a pensare che in Italia ci siano calciatori molto bravi. Alcuni sono in Premier League, Calafiori ha appena vinto il campionato, abbiamo Donnarumma che è il portiere migliore al mondo. Il livello del calcio italiano probabilmente non è la piattaforma ideale per allenarli al meglio. Possiamo poi aprire una serie di altri discorsi, a cominciare dai settori giovanili. La mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali per tre edizioni consecutive credo che sia davvero un mistero, un dramma. Le squadre italiane che escono dalle coppe europee non sono per me un termometro per dire che il sistema è in crisi. La Nazionale esprime il valore di un movimento. Quali sono le vie d’uscita? Sono ottimista. Abbiamo un prodotto, se non siamo bravi abbastanza per valorizzarlo al meglio è un problema nostro. Dobbiamo cercare di fare meglio, è una nostra responsabilità.
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