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Casini: “Lo stadio doveva farlo la Fiorentina, ma ormai non si torna indietro”

Redazione VN
La posizione del consigliere di Italia Viva sul Franchi

"Premesso sempre che lo stadio lo avrebbe dovuto fare la Fiorentina oggi dobbiamo però solo andare avanti. E fare il meglio e il più presto possibile. Prendiamo atto degli aggiornamenti emersi oggi in Commissione sull’avanzamento del cantiere, con il montaggio dei gradoni e lo sviluppo delle strutture portanti. È positivo che i lavori proseguano, ma non possiamo limitarci a registrare lo stato di avanzamento: servono risposte chiare su alcune questioni fondamentali", dichiara Francesco Casini, consigliere di Italia Viva – Casa Riformista in Consiglio Comunale.

"La prima riguarda la capienza dello stadio al momento della riapertura al pubblico, prevista – se tutto andrà bene – per la stagione 2027-2028. È indispensabile sapere quanti posti saranno effettivamente disponibili per i tifosi, considerando che i lavori proseguiranno su una parte rilevante dell’impianto. La seconda riguarda la capienza complessiva durante le fasi successive del cantiere. Se i lavori interesseranno ancora porzioni importanti dello stadio, quale sarà la reale disponibilità per il pubblico? È una questione concreta, che incide anche sulla sostenibilità sportiva ed economica del progetto".

"C’è poi un tema di credibilità sui tempi. Si parla dell’ambizione di chiudere i lavori entro il 2029, ma è lecito chiedersi come si possa immaginare di completare una parte così rilevante dell’opera in un solo anno, quando per il resto del cantiere sono stati necessari quasi quattro anni. Serve realismo, non annunci. Infine, resta aperto un punto politico decisivo: perché il Comune non accoglie le richieste avanzate dalla Fiorentina per arrivare a un accordo definitivo? Se davvero vogliamo che il privato giochi un ruolo centrale nel completamento dell’opera, serve chiarezza anche su questo fronte. Le trattative non possono rimanere indefinite".

"La nostra posizione non cambia: lo stadio doveva farlo il privato ma indietro non si torna. Proprio per questo è necessario che tutte le istituzioni lavorino insieme, con trasparenza e responsabilità, per arrivare a un risultato finale all’altezza delle aspettative della città. Firenze merita uno stadio moderno, funzionale e sostenibile. Ma per arrivarci servono certezze, non zone d’ombra".