Tra presente e futuro: la fame di Prandelli e l’arte dell’ironia. Cesare scherza… ma fino a un certo punto

Dietro le parole di Prandelli si nasconde quella voglia di riscatto che oggi, insieme al suo amore per la piazza, è la migliore garanzia per la Fiorentina

di Alessio Crociani, @AlessioCrociani
cesare-prandelli

Pradé, durante l’ultima conferenza stampa virtuale, era stato chiaro (“contratto fino a giugno, stop”), ma Cesare Prandelli, oggi, l’ha comunque buttata lì: “A Barone ho detto scherzando che tra qualche mese saranno loro a chiedermi di rimanere”. Solo una battuta, come ha tenuto a specificare lo stesso tecnico viola? . L’arte di comunicare scherzando è peculiarità fiorentina; anche di chi, nella città dell’ironia per antonomasia, ha trovato una nuova casa. È anche vero che le parole sono importanti (come diceva Moretti), per questo dobbiamo pesarle e contestualizzarle nella maniera giusta, senza smanie da titoloni in prima pagina. Ma dietro le dichiarazioni di Prandelli si nasconde quella voglia di riscatto che oggi, insieme al suo amore per la piazza, è la migliore garanzia per la Fiorentina ed i suoi tifosi.

Certo, condizione necessaria ma non sufficiente per fare bene anche in questa sua seconda avventura in viola, arrivata dopo sei lunghissimi anni trascorsi professionalmente tra grandi delusioni e scelte sbagliate. Perché dopo una volta metabolizzate la poesia e la retorica, arriverà la prova dei fatti. Per il momento ci prendiamo l’ambizione di un uomo che si è già posto il primo obiettivo: superare se stesso, spingersi oltre ogni limite contrattuale. Prandelli scherza, sì, ma fino ad un certo punto. Da un lato si concentra sul presente, ponendo un freno a chi, per eccesso di entusiasmo o per mancanza di argomenti, si spinge troppo avanti, dall’altro lancia un messaggio forte e chiaro: hey, io sono qua e “alla Fiorentina voglio dimostrare di essere ancora un allenatore di livello”. E allora, caro Cesare, buon lavoro. I tuoi sogni sono anche i nostri.

Prandelli
foto www.acffiorentina.com
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  1. Ritornodifiamna - 2 settimane fa

    Volaaa basssooooooo!!

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  2. Eziogòl - 2 settimane fa

    Lasciare intatto lo STUPENDO stadio di Firenze. Questo è e dovrà essere l’imperativo mondiale. E’pronto il mondo della cultura in difesa di questo capolavoro. Vada a speculare altrove, l’affarista di turno. E poi: ma chi dice che un disfacimento/rifacimento di uno stadio comporti risultati migliori? ma chi velo dice, teste dùrre? Il problema è che al giorno d’oggi manca una trasmissione come “non è mai troppo tardi” del maestro Manzi. Ah, che brutta Italia dopo il 1968! Non è un caso, infatti, che negli anni dal ’40 al 1969 la Fiorentina abbia vinto qualcosa, abbastanza, e, successivamente, in questo mondo conformista postindustriale, niente. Anzi, è proprio sparita! W Prandelli, speriamo che si ri-crei un connubio trascendentale vincente

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