Massimiliano Gallo, giornalista del Corriere dello Sport, ha ripercorso tutta la carriera di Fabio Paratici alla Juventus. Il giornalista però, ha commentato il livello della Fiorentina senza peli sulla lingua:
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VIOLA NEWS news viola stampa Sentite CorSport: “Paratici finito fuori dal giro. Firenze non è l’élite italiana”
Corriere dello Sport
Sentite CorSport: “Paratici finito fuori dal giro. Firenze non è l’élite italiana”
"Fu anche il momento della separazione da Marotta, l’uomo con cui Fabio era cresciuto calcisticamente alla Sampdoria"
Paratici
—Fu anche il momento della separazione da Marotta, l’uomo con cui Fabio era cresciuto calcisticamente alla Sampdoria. Da lì in poi, probabilmente, perse un po’ il controllo. Succede quando acceleri e devi tenere troppo alta la velocità di crociera. L’uomo che aveva portato a casa Pirlo, Vidal, Tevez, Dybala, si fece prendere la mano. Spese una tombola (85 milioni di euro) per De Ligt, il difensore olandese che l’anno prima con l’Ajax aveva mandato a casa i bianconeri. La sera in cui Ronaldo fece il famoso gesto ad Allegri: «Te la sei fatta addosso eh?». Fu il momento in cui Paratici decise che la sua Juve ci avrebbe riprovato con un altro calcio. Il football contemporaneo. Andò a prendere Sarri, l’uomo che in quegli anni più li aveva messi in difficoltà. Ma andò male anche con lui. Persino peggio che con Allegri, anche se il Comandante vinse l’ultimo scudetto di quel ciclo.
Declino
—Il declino era cominciato. Il fiuto, almeno quello, è rimasto anche nei momenti peggiori. Ad andare oggi a rileggere quel foglio A4 lasciato in un ristorante (il pizzino, così venne definito), c’erano Chiesa 50 milioni, Zaniolo 40, Romero e Tonali 20. Quando non sei più in fase, nulla più ti riesce. È andato in Inghilterra, al Tottenham, dove ha portato con sé Antonio Conte. Ha conosciuto l’infamia della squalifica, il trattamento da reietto col Milan che d’improvviso – dopo aver firmato – non lo ha più voluto. Comunque la si pensi, ha pagato. Ed è ripartito da Firenze che, senza offesa, non possiamo definire l’élite del calcio italiano. E ora, come spesso accade da noi, non si sa bene come comportarsi con i fuoriclasse finiti un po’ fuori dal giro.
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