Fabio Grosso, con Atta, Oulai e Fagioli, ha una precisa idea per il suo centrocampo nella Fiorentina: e la parola qualità ne sarà padrona
Pensiero stupendo. Lo cantava Patty Pravo, lo sognano i tifosi della Fiorentina. La tentazione di Fabio Grosso c'è, ed è quella di provare a schierare un centrocampo di pura tecnica e qualità. Perché, per la prima volta dopo tante stagioni, la squadra viola si ritrova tra le mani un terzetto di centrocampisti dalle doti tecniche decisamente sopra la media.
Come scrive La Repubblica, tra le tante sfide affascinanti che attendono Fabio Grosso nella sua avventura sulla panchina fiorentina, una delle più intriganti sarà proprio questa: trovare l'alchimia perfetta per far coesistere, senza perdere equilibrio, tre talenti del calibro di Oulai, Fagioli e Atta. La mente corre subito a una decina abbondante d'anni fa, quando Borja Valero, Aquilani e Pizarro disegnavano calcio in Italia e in Europa formando uno del reparti di centrocampo migliori che Firenze possa ricordare nella storia recente e non solo. Guai a toccare quei tre mostri sacri, anche perché chiunque firmerebbe subito per veder ripercorrere a questa mediana anche solo la metà della strada di quel meraviglioso centrocampo.
Atta tra le note più liete
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Eppure, almeno sulla carta e per caratteristiche individuali, la suggestione di riproporre quel tipo di calcio parte proprio da qui. "Qualità": è questa la parola d'ordine che Fabio Grosso ha ripetuto a più riprese durante la seduta di ieri della squadra a Teddington, in vista del test di mercoledì con il Watford. Un concetto di cui Arthur Atta, autentico flore all'occhiello dell'estate di mercato, si è già fatto ottimo interprete. Sicuramente lui è tra le note più liete di questa Fiorentina che sta muovendo i primi passi sotto la guida di Grosso. Poi c'è Oulai, vero e proprio motorino della mediana ma dotato di una qualità tecnica ben superiore alle attese. Non a caso Grosso, come mostrato in queste prime uscite, ha deciso di provarlo nel ruolo di regista: una mossa tattica che permetterebbe a Fagioli di scivolare nella posizione di mezzala. Se da un lato l'ex Juventus perderebbe un po' di campo davanti a sé, rinunciando in parte alla sua abilità nel lancio lungo e nella visione di gioco a tutto campo, dall'altro potrebbe alzare il proprio raggio d'azione. Più vicino all'area di rigore, libero di inventare e con le spalle coperte dal lavoro di Oulai, aumenterebbe la sua pericolosità negli ultimi trenta metri. Spetterà al campo dire se la squadra viola potrà sostenere il peso tattico di una mediana d'attacco, ma la sensazione è che il tasso di spettacolarità sia destinato a salire vertiginosamente.