La situazione della Fiorentina resta critica: il terzultimo posto in classifica, sinonimo di retrocessione, è aggravato dalla sensazione che la crescita mostrata a inizio anno sia ormai svanita. A Napoli i viola sono apparsi di nuovo confusi, fragili e poco incisivi, con un atteggiamento lontano dalla ferocia necessaria per una lotta salvezza. Dall’esterno il quadro appare allarmante, anche se all’interno dello spogliatoio — Vanoli in primis — prevale la convinzione di essere sulla strada giusta, con risultati negativi condizionati anche da episodi sfortunati.

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Repubblica: “Fiorentina, il quadro è allarmante. Ma per Vanoli la strada è giusta”
Dal punto di vista tattico, il tecnico sembra aver smarrito alcune certezze. Dopo i benefici iniziali del passaggio alla difesa a quattro e al 4-1-4-1, Vanoli ha nuovamente cambiato assetto, ottenendo però risposte negative. A Napoli la scelta di una linea difensiva alta e dell’uomo contro uomo ha favorito gli avversari, mentre anche i cambi hanno lasciato perplessità, con l’abbassamento del baricentro nel finale proprio nel momento in cui serviva spingere per il pareggio. L’idea di puntare sul “bel gioco”, rafforzata dalle richieste di giocatori di qualità dal mercato, appare concettualmente valida ma poco adatta a una squadra che ha bisogno immediato di punti.
Ancora più preoccupante è però l’aspetto mentale: la Fiorentina è tornata fragile e poco aggressiva, con errori di approccio evidenti all’inizio dei due tempi e un atteggiamento passivo che non riflette l’urgenza della classifica. Nonostante le parole rassicuranti di Fagioli e dello stesso Vanoli, che invitano a ripartire dal secondo tempo di Napoli, i numeri restano severi. L’unica nota positiva arriva dagli altri campi, con la sconfitta del Lecce che mantiene la salvezza a un solo punto di distanza. Sabato contro il Torino, nell’ennesimo scontro diretto, i viola saranno chiamati a dimostrare di aver davvero compreso gli errori del passato. Lo scrive Repubblica Firenze.
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