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Repubblica: “Da Verona a Verona, per chiudere il cerchio e scacciare la paura”

Redazione VN
Dalla gara d'andata col Verona si era capito il fallimento del 3-5-2: il piano di Vanoli per chiudere il cerchio

Dal Verona al Verona. Per chiudere un cerchio e scacciarsi di dosso, quasi definitivamente, la paura. Nel girone di andata, a dicembre, la partita con il Verona rappresentò il punto più basso della stagione della Fiorentina. Un abisso, un vortice in cui squadra e città sembravano essere entrati senza via di uscita, con un gruppo slegato, una contestazione feroce e pesante della piazza e un allenatore, Vanoli, che alla sua quinta panchina in campionato non aveva ancora trovato una quadra e una svolta.

Come scrive La Repubblica, tre mesi e mezzo dopo da quel baratro la Fiorentina è risalita, con una buona media punti, risultati e con una classifica che vede un piccolo ma prezioso vantaggio di due punti sulla zona retrocessione da gestire nelle ultime otto partite finali.

L'occasione domani al Bentegodi è ghiotta per mettere un mattone quasi decisivo per il mantenimento della categoria, approfittando anche del calendario delle altre competitor. Verona può chiudere un cerchio anche sotto altri punti di vista, in primis quello tattico. Con l'Hellas la sconfitta di dicembre sancì il fallimento totale del 3-5-2, modulo su cui era stata impostata la squadra in estate con Pioli e con un mercato rivelatosi ampiamente insufficiente.

Dalla partita successiva Vanoli scelse il 4-1-4-1 ancora oggi utilizzato e da lì la Fiorentina ha cambiato marcia: dai soli 6 punti in 15 partite si è passati al 23 delle successive 15, con un gruppo che è sbocciato come un fiore a primavera, tra interpreti che hanno trovato la loro collocazione giusta, specie la difesa, e un mercato di gennaio che ha aiutato, offrendo soluzioni utili alla causa e togliendo i rami secchi di chi non aveva più motivazioni per restare e lottare per la salvezza.