Alberto Polverosi analizza l'anno zero della Fiorentina: "Nove nuovi titolari, società rifatta e nuovo allenatore. Servirà tempo per diventare squadra"
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Sulle pagine del Corriere dello Sport, Alberto Polverosi traccia il quadro di un cambiamento epocale in casa viola: "Nove giocatori nuovi e tutti da considerare titolari. Della Fiorentina della stagione scorsa resta poco e resterà ancora meno alla fine del mercato. Mai vista una rivoluzione del genere a Firenze. Non è solo un tocco di vernice, è qualcosa di più profondo, sono state rifatte le pareti della casa viola, anzi, le fondamenta. Si ricomincia da capo con una curiosità che quasi stordisce i fiorentini".
"Grosso e il compito più difficile: integrare i nuovi non è immediato"
Il giornalista si concentra poi sui compiti del neo allenatore, chiamato ad assemblare un gruppo profondamente rinnovato a pochissimo tempo dall'inizio dei giochi: "Sarebbe un mezzo miracolo se messi uno accanto all'altro i nuovi viola diventassero subito squadra. Grosso deve associare le qualità di ciascuno, deve adattare l'uno all'altro lasciando inalterato il livello tecnico se non migliorandolo. Serve l'insieme e quando ne hai nove che arrivano da altre parti e li devi legare a chi c'era già, mica è un'operazione semplice e di sicuro non è istantanea".
"La differenza con la Roma"
In conclusione, Polverosi mette a confronto la continuità dei giallorossi con il cantiere aperto dei gigliati in vista della sfida di stasera: "Gasperini comincerà la partita con un solo nuovo acquisto, Molina. Grosso ne metterà almeno cinque in formazione (Joao Mario, Dragusin, Valdepenas, Mastantuono e Atta), più altri cinque fra le riserve. C’è una bella differenza. Stasera sì, la Roma farà il primo esame al ribaltone della Fiorentina. Cominceremo a capire se questa trasformazione così profonda possa funzionare fin da subito".
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