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Polverosi: “Prudenza, ma non troppo. Con Atta si è alzata l’asticella”

Polverosi
Atta è il colpo di livello che la piazza di Firenze desiderava da tempo
Redazione VN

Ieri in casa Fiorentina è stata una giornata intensa, con il colpo Atta e la presentazione di Grosso. Il commento di Alberto Polverosi sul Corriere dello Sport:

"Competitiva, duratura e bella. Sono i tre aggettivi che Fabio Grosso, nel primo giorno al Parco Viola, ha usato per dare un’idea della Fiorentina che ha in testa. Su una definizione è interessante soffermarsi: duratura. Significa che la squadra, se troverà una sua linea, una sua identità, un suo gioco, non verrà ricostruita ancora una volta, come accade da anni in questa città, ma sarà solo ritoccata e, sperano i fiorentini, migliorata. Questo sarebbe un bel cambiamento di strategia e per questo motivo Grosso ha parlato senza troppi vincoli di Kean e Fagioli, i giocatori che metterà al “centro del villaggio”. E ha parlato anche dei tre acquisti, Viery, Dragusin e Atta, in linea con il “duraturo” annunciato dal tecnico. 

 La nuova Fiorentina

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"Un anno fa, più o meno in questi giorni, Stefano Pioli annunciava una Fiorentina in lotta per la zona-Champions. Dodici mesi dopo, si vola a una quota più bassa e, visto quanto è successo nella stagione scorsa, conviene anche alla critica attenuare i toni e le aspettative. Questo suggerimento alla prudenza non può impedire però di rimarcare la qualità di uno dei tre acquisti di Paratici, quello di Arthur Atta, classe 2003, francese, mezz’ala sinistra, come ha specificato Grosso. La Fiorentina lo ha preso dall’Udinese, una delle botteghe più care d’Europa. È forte, ha ritmo, visione di gioco, tempi di inserimento, tecnica eccellente, segna (quattro assist e cinque gol nel campionato scorso, ma potrebbe segnare di più) e con la sua qualità migliora il livello di tutta la squadra. È uno di quei giocatori che rientrano nella linea dettata da Giuseppe Commisso: «Dovremo costruire una Fiorentina degna di Firenze». L’arrivo di Atta va in quella direzione. C’è anche un altro aspetto, in questo bel colpo di mercato, da non sottovalutare. Se la Fiorentina ha preso un centrocampista (non un centravanti, merce più pregiata) valutato quaranta milioni di euro vuol dire che ha davvero intenzione di crescere e di alzare l’obiettivo. Vedremo le prossime mosse. 

L’impatto di Grosso nel primo giorno fiorentino ha lasciato buone sensazioni, anche se tutte da verificare. È sembrato perfino un po’ emozionato e proprio di emozioni ha parlato a lungo. Di sicuro ha già chiaro quanto Firenze sia distante da Sassuolo, ma capirà solo giorno dopo giorno com’è fatta la gente di una città nelle cui viscere si dimena la sua squadra. Sentirà sulla sua pelle le battute, dovrà ascoltare anche lui, come è successo ai suoi predecessori, i suggerimenti del parterre, di quei seggiolini alle spalle della panchina. Saranno “bravo Grosso, t’ha fatto le scelte giuste” se andrà bene. Sennò “oh Grosso, cambia, ‘un lo vedi che quello lì ‘un si regge in piedi”. Amore e ambizione, una pacca sulla spalla o due parole feroci, Firenze ha voglia di bel calcio e risultati e Grosso è qui per questo. Va aspettato con pazienza e fiducia "