I pareggi contro Lazio e Milan hanno acceso il dibattito a Firenze: quattro punti persi nei minuti finali o due guadagnati contro avversari di livello? Da un lato c’è il rammarico per vittorie sfumate al 95’ e al 90’, dall’altro la consapevolezza di una squadra in crescita dopo un avvio di stagione complicato. I numeri, in questo senso, danno ragione a entrambe le letture e fotografano una Fiorentina ancora sospesa tra limiti strutturali e segnali incoraggianti.

Corriere Fiorentino
Più tiri, più squadra e più tutto. Ma quanto pesano le vittorie sfumate al 90′
Il principale problema resta la gestione del risultato, soprattutto nei finali di gara. La Fiorentina è andata in vantaggio in 10 delle 20 partite giocate, ma ha raccolto solo 10 punti sui 30 potenziali, diventando la squadra che ha perso più punti da situazioni favorevoli. Ancora più pesante il dato sui gol subiti oltre l’85’: 7 reti su 31 totali, sei delle quali decisive, che hanno trasformato 12 punti potenziali in appena 3 reali. Un limite evidente, sottolineato anche dallo spogliatoio, che continua a condizionare la classifica.
Allo stesso tempo, però, i segnali di crescita sono concreti. Nelle ultime cinque partite la Fiorentina ha raccolto 8 punti, contro i 6 ottenuti nelle precedenti 15, migliorando nettamente sia in fase offensiva che difensiva. I gol segnati sono aumentati, quelli subiti diminuiti, così come sono cresciuti tiri, precisione e controllo del gioco in entrambe le metà campo. Progressi chiari, che però non cancellano un dato incontestabile: dopo venti giornate la Fiorentina è in zona retrocessione. Un punto di partenza, non certo di arrivo, che rende la sfida con il Bologna uno snodo cruciale. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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