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GERMOGLI PH: 22 MARZO 2025 FIRENZE STADIO ARTEMIO FRANCHI EVENTO PEPITO DAY ADDIO AL CALCIO DI GIUSEPPE ROSSI NELLA FOTO ROSSI
Giuseppe Rossi torna a parlare tra passato, presente e futuro, tra il legame con la Nazionale, i ricordi viola e uno sguardo sulla Fiorentina di oggi. Dalla mancata convocazione al Mondiale fino ai tanti infortuni, passando per Firenze e i giovani su cui puntare: “Pepito” si racconta senza rimpianti. Ecco le sue parole al Corriere dello Sport:
Il Mondiale negli Stati Uniti senza Italia che effetto fa?«C’è grande entusiasmo, si parla solo di questo. Io vivo nel New Jersey a dieci minuti dallo stadio della finale, mi sarebbe piaciuto vedere l’Italia».
Terza esclusione consecutiva degli azzurri: cosa non ha funzionato?«Un dispiacere, ora ci vuole qualcuno che voglia bene al calcio. Senza il rosso con la Bosnia si vinceva e non ci sarebbe stata nessuna discussione».
Lei ha mai pensato di giocare per gli Stati Uniti?«Nel 2006 mi cercarono, ma sono felice di aver scelto l’Italia. Era il mio sogno e l’avevo promesso a mio padre».
Nessun rimpianto per il 2014 e la mancata convocazione?«So che potevo fare bene, stavo recuperando ed ero pronto mentalmente. Ma è passato tanto tempo, non ci penso più».
È stato vicino a tanti top club…«Sì, nel 2012 avevo già un accordo. C’erano Bayern, Barcellona e anche il Napoli, ma non si concretizzò».
Poi Firenze. Che ricordo ha?«Indimenticabile. Il 4-2 contro la Juventus resta una delle più grandi soddisfazioni della mia carriera».
Nella Fiorentina di oggi vede un suo “erede”?«Gudmundsson. Se diventa più cattivo e si prende responsabilità può diventare un idolo a Firenze».
Seguirà il centenario viola?«Non lo sapevo, ma allora verrò sicuramente a Firenze per festeggiare».
Su De Rossi allenatore?«Non mi sorprende, dà una carica incredibile. Farà una grande carriera».
E su Ranieri e Gasperini?«Ranieri mi diede fiducia giovanissimo, merita il rispetto di tutti. Lui e Gasperini sono due geni del calcio».
Serie A in difficoltà in Europa?«No, è solo un’annata. Il problema è la crescita dei giovani italiani: serve più pazienza».
Sulla recente polemica social?«Un fraintendimento, nessuna malizia. Sono tranquillo».
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