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Nazione su Vanoli: “La difesa a 3 non è andata giù a nessuno. Nemmeno ai giocatori”
Dopo la sconfitta con l’Udinese, nel mondo viola si è acceso il dibattito sulla scelta tattica della difesa a tre proposta da Paolo Vanoli. Un sistema che non ha convinto né l’ambiente né, probabilmente, gli stessi giocatori, soprattutto perché già dalla scorsa stagione aveva mostrato diversi limiti. Con l’assenza di Dodô e Solomon, col senno di poi sarebbe stato forse più logico continuare con il 4-3-3, anche se l’allenatore ha ribadito che, più dei moduli, contano atteggiamento e spirito della squadra.
L’idea di Vanoli era proteggere i difensori centrali, affaticati dopo i 120 minuti giocati in Conference contro lo Jagiellonia. Tuttavia la scelta ha creato situazioni difficili, in particolare il duello fisico tra Rugani e Davis, risultato decisivo nella partita. Rugani, appena rientrato dopo mesi di stop, ha sofferto la fisicità e la profondità dell’attaccante avversario, e da quel confronto è nata gran parte delle difficoltà difensive della Fiorentina.
Anche i numeri confermano le perplessità sulla difesa a tre. In questa stagione con quel sistema la Fiorentina non ha mai vinto, con una media di 0,42 punti a partita, mentre con la difesa a quattro la media sale a 1,38. Già lo scorso anno si era visto un trend simile. Per questo contro il Parma si dovrebbe tornare alla linea a quattro con Dodô, Pongracic, Ranieri e Gosens. Il reparto difensivo resta comunque il vero problema della stagione, come dimostrano i dati: 13 gol subiti da palla inattiva e 22 punti persi da situazioni di vantaggio, di cui 10 oltre il novantesimo minuto. Invertire la rotta dietro è diventato ormai indispensabile per evitare ulteriori rischi in chiave salvezza. Lo scrive la Nazione.
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