Fabio Paratici si presenta a Firenze con un atteggiamento combattivo e una priorità assoluta: la salvezza della Fiorentina. Il suo messaggio è chiaro e diretto, quasi militare: tutti uniti “nel carrarmato” fino al 24 maggio, con l’unico obiettivo di restare in Serie A. La scelta di accettare l’incarico, arrivata quando la squadra aveva solo sei punti, è stata coraggiosa ma consapevole, fondata sulla solidità e sull’ambizione della proprietà e sul valore di una città che, secondo Paratici, merita palcoscenici più importanti.

La Nazione
Nazione su Paratici: “Elegante, ambizioso, motivato. Ma soprattutto, combattivo!”
Guardando oltre l’emergenza, Paratici delinea una visione più ampia: costruire una Fiorentina bella, attrattiva e internazionale, intesa non solo come presenza nelle coppe ma come filosofia. Centrale è il rapporto di fiducia con la famiglia Commisso e con il dg Alessandro Ferrari, con cui avrà un’interlocuzione diretta nella gestione dell’area sportiva. Il contratto pluriennale firmato non prevede clausole legate alla retrocessione, scelta che ribadisce coerenza e senso di responsabilità.
Sul piano tecnico, Paratici difende i giocatori chiave e lo staff: esalta Moise Kean come il miglior attaccante italiano se saprà ritrovare la giusta mentalità, definisce Fagioli un patrimonio del calcio nazionale e conferma piena fiducia nell’allenatore Paolo Vanoli, “il nostro Re Leone”. Attenzione anche al mercato, ai rinnovi e alla continuità progettuale, senza rinnegare le esperienze passate tra Juventus e Tottenham. Ora, conclude idealmente, il carrarmato viola è pronto a muoversi. Lo scrive la Nazione.
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