Il futuro della Fiorentina ruota inevitabilmente attorno a Moise Kean. Con l'arrivo di Fabio Grosso sulla panchina viola, la società dovrà decidere se confermare il numero 20 come punto di riferimento del nuovo progetto tecnico oppure orientarsi su un'alternativa di spessore. Da una parte pesano le sue qualità atletiche, la capacità di attaccare la profondità e caratteristiche che sembrano sposarsi bene con il calcio verticale del nuovo allenatore; dall'altra restano interrogativi legati alla continuità e alla compatibilità tattica.

La Nazione
Nazione: “Rilancio o addio. Cosa conviene fare con Moise Kean?”
Tra gli aspetti favorevoli ci sono l'età, i margini di crescita e la possibilità di valorizzare ulteriormente il giocatore anche in ottica futura. Kean garantisce fisicità, intensità nel pressing e una forte motivazione nel voler affermarsi stabilmente ad alti livelli. Tuttavia, non mancano i dubbi: la sua incostanza realizzativa, le difficoltà contro difese chiuse, alcuni cali emotivi nei momenti più delicati e un costo di gestione elevato che potrebbe limitare il margine economico per altri investimenti.
La decisione finale dipenderà soprattutto dalle richieste tattiche di Fabio Grosso. Trattenere Kean significherebbe puntare su un centravanti moderno, devastante negli spazi e potenzialmente decisivo, ma richiederebbe un lavoro mirato sulla fiducia e sulla qualità delle giocate negli ultimi metri. In caso contrario, la separazione potrebbe diventare la soluzione più logica, purché si eviti una cessione al ribasso che rischierebbe di compromettere la costruzione di una Fiorentina ambiziosa. Lo scrive la Nazione.
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