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TURIN, ITALY - MAY 17: Paolo Vanoli, Manager of ACF Fiorentina issues instructions during the Serie A match between Juventus FC and ACF Fiorentina at Allianz Stadium on May 17, 2026 in Turin, Italy. (Photo by Chris Ricco/Getty Images)
Cosimo Zetti, sulle pagine della Nazione, riflette sulla Fiorentina vista allo Stadium che ha schiantato la Juventus per 2 a 0:
Ma siamo sicuri che la Fiorentina dello Stadium sia la stessa che abbiamo visto in almeno 32-33 partite di campionato? Doctor Jekyll e Mr Hyde, una squadra double face, il brutto e il bello allo stesso tempo. Roba da stropicciarsi gli occhi, qualcosa di incredibile che nessuno si aspettava.
Cosa è successo? La salvezza in tasca, la sfida di cartello, le paure svanite e la mente più libera sono forse gli ingredienti che hanno partorito l’imprevedibile, ingredienti che c’erano, sì, ma che dovevano essere anche amalgamati. È vero, una gara non può valere una stagione. Ma se la Fiorentina è riuscita a disputare una delle migliori partite dell’anno, contro una squadra che ha 30 punti in più e che è in lotta per un posto Champions, il merito è sicuramente di una tranquillità e di una spensieratezza ritrovate. La testa incide, non c’è niente da fare.
Chissà cosa sarebbe accaduto se la Fiorentina non fosse stata bloccata dalla paura, dalla mancanza di fiducia, da uno spogliatoio polveriera e dall’incubo della B. La chiave è quella. E non è forse un caso che Marin Pongračić abbia cancellato dal campo Dušan Vlahović, che David de Gea abbia fatto il De Gea e che un po’ tutti abbiano giocato sopra i loro consueti standard, tanto da far venire qualche dubbio sul reale valore di alcuni dei giocatori candidati alla partenza. Senza contare che Moise Kean è ormai un desaparecido e che Albert Gudmundsson è quasi un panchinaro. C’è da rifletterci, perché questa è una partita che ci ha raccontato una storia diversa da quella ascoltata fino ad ora. C’è da riflettere e da lavorare.
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