Nazione su Moise Kean

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Moise Kean resta al centro dell’attacco della Fiorentina e di un’attesa che diventa sempre più pesante con il passare delle settimane. Al di là dei cambi tattici e degli interpreti, la Viola continua ad avere bisogno del suo centravanti per alzare il livello e credere nella salvezza. Non è un caso che le ultime due vittorie in campionato siano coincise con i suoi gol: la squadra continua a giocare per lui, aspettando che torni decisivo come un anno fa.

La fiducia del club non è mai venuta meno, anzi è stata rafforzata sia sul piano tattico che su quello del mercato. La Fiorentina ha abbandonato l’attacco a due per adottare sistemi che esaltino la prima punta solitaria, come il 4-1-4-1 o il 4-3-3, e durante il mercato invernale ha rinforzato tutti i reparti tranne quello del centravanti, un segnale chiaro di fiducia nei confronti di Kean.

Kean

Ora però serve la risposta del campo, perché gli altri protagonisti hanno già dato segnali positivi: De Gea è tornato una certezza, Fagioli ha ripreso in mano la regia, Comuzzo è tornato titolare e Gudmundsson garantisce imprevedibilità sugli esterni. Kean, invece, è ancora lontano dai numeri dello scorso anno, quando a questo punto della stagione aveva già segnato 15 gol contro i 6 attuali. Tra problemi fisici e vicende personali il suo percorso si è complicato, ma al Viola Park nessuno intende arrendersi, nemmeno Paratici, che ha tolto il suo nome dal mercato: la fiducia c’è, ora spetta a Moise trasformarla in gol. Lo scrive la Nazione.

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