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Nazione: “Paratici-Grosso, tutto quello che non sono stati Pradè e Palladino”
La nuova Fiorentina sembra pronta a ripartire da un binomio ben definito: Fabio Paratici in dirigenza e Fabio Grosso in panchina. Più che una semplice coincidenza di nomi, i due rappresentano una garanzia di sintonia e progettualità, elementi che negli ultimi anni sono spesso mancati in casa viola. Le difficoltà nei rapporti tra allenatori e dirigenza, da Palladino a Pioli, hanno infatti inciso sul rendimento della squadra e il club punta ora a evitare il ripetersi di simili situazioni.
Il legame tra Paratici e Grosso affonda le radici nei tempi della Juventus. Dopo aver condiviso l’esperienza da calciatore in bianconero, Grosso iniziò proprio a Torino la sua carriera da allenatore, sostenuto da Paratici che gli affidò prima un ruolo nello staff e poi la guida della Primavera. In quegli anni arrivarono risultati importanti, tra cui la vittoria del Torneo di Viareggio, consolidando un rapporto professionale e umano rimasto molto forte nel tempo.
Questa sintonia potrebbe rivelarsi decisiva anche nella costruzione della nuova Fiorentina. Paratici e Grosso lavoreranno fianco a fianco per definire il mercato, individuare i rinforzi più adatti e scegliere i giocatori funzionali al progetto tecnico. Per Grosso sarà anche l’occasione di aprire un nuovo capitolo a Firenze, lasciandosi alle spalle alcuni ricordi da avversario, come il gol segnato con la maglia della Juventus al Franchi nel 2010. Ora, però, l’obiettivo comune è riportare la Fiorentina a livelli più ambiziosi. Lo scrive la Nazione.
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