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La Nazione

Nazione: “Nuova era in casa Fiorentina. Così cambia il centrocampo di Grosso”

Atta
C'è un filo conduttore che lega la Fiorentina di Fabio Grosso e Fabio Paratici a quella di Vincenzo Montella del 2012
Redazione VN

C'è un filo conduttore che lega la Fiorentina di Fabio Grosso e Fabio Paratici a quella di Vincenzo Montella del 2012: la volontà di costruire una squadra che domini il gioco attraverso un centrocampo tecnico e il possesso palla. All'epoca il trio formato da Pizarro, Borja Valero e Aquilani veniva considerato troppo leggero sul piano fisico, ma i risultati diedero ragione ai viola, sintetizzati dalla celebre frase: «Se la palla la teniamo sempre noi, non possono averla gli altri».

La stessa filosofia sembra guidare oggi la costruzione della nuova Fiorentina. L'arrivo di Christ Oulai completa un centrocampo formato insieme ad Arthur Atta e Nicolò Fagioli, con l'ivoriano che non arriva per sostituire l'ex Juventus, ma per affiancarlo. Il club considera infatti Fagioli uno dei pilastri del progetto e vuole costruire attorno alle sue qualità un reparto capace di imporre ritmo, qualità e controllo della partita.

Il paragone con il 2012 evidenzia anche una differenza significativa nell'età dei protagonisti. Allora Borja Valero aveva 27 anni, Aquilani 28 e Pizarro 32; oggi Fagioli ne ha 25, Atta 23 e Oulai appena 20, con un'età media di oltre sei anni inferiore. La filosofia resta la stessa, ma con un margine di crescita decisamente maggiore, nella convinzione che il possesso del pallone sia ancora il modo migliore per controllare le partite e costringere gli avversari a rincorrere. Lo scrive la Nazione.