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VERONA, ITALY - APRIL 04: Moise Kean of Fiorentina looks on during the Serie A match between Hellas Verona FC and ACF Fiorentina at Stadio Marcantonio Bentegodi on April 04, 2026 in Verona, Italy. (Photo by Emmanuele Ciancaglini/Getty Images)
Moise Kean non c'è. E con la trasferta di ieri sera a Lecce sono quattro. Quattro mancate convocazioni (il doppio turno di Conference contro il Crystal Palace, la sfida con la Lazio e appunto quella in Puglia) e uno scenario - nella prospettiva a medio termine - non proprio incoraggiante.
Già, perchè se si prendono per buone le parole del fratello, Kean, la maglia viola di questa stagione potrebbe non indossarla ancora per diverso tempo. Il che, visto il numero di partite da giocare, potrebbe significare rinviare il suo ritorno al prossimo anno. Tutta colpa di quella tibia che proprio non ne vuol sapere di guarire. Con la prospettiva di andare a incidere anche sul futuro dell'attaccante e su quello della Fiorentina, che comunque lo si inquadri non può non considerare Moise un punto fermo nello strutturare squadra e gruppo del futuro. E se lo è e sarà nel caso il suo domani fosse ancora in viola (trattenere Kean significherà confermarlo leader e pedina essenziale), di sicuro il tormentone tibia, il numero delle gare saltate e la prospettiva di una guarigione non facile, stanno già intaccando la valutazione e il mercato che può ruotare attorno al bomber.
Il discorso è questo: al momento una quotazione di Kean appare piuttosto lontana (al ribasso) da quella timbrata con la clausola rescissoria da oltre 60 milioni. Oggi, insomma, il suo prezzo andrebbe ad assestarsi sui 40 milioni. Cifra che rimane alta, senza dubbio, ma sulla quale pesano il rendimento al di sotto delle aspettative, l'infortunio e la prospettiva che, almeno per adesso, mettendo a fuoco solo il mercato italiano, non c'è una corsa al cartellino di Moise. Lo scrive la Nazione.
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