Com’era ampiamente prevedibile, Moise Kean non sarà della partita questa sera contro l’Atalanta. La punta anche ieri ha lavorato a parte, confermando il proprio precario stato fisico, e ha finito per alzare bandiera bianca per il nono match di fila. Nel corso degli ultimi mesi da dentro il club viola si era parlato con insistenza – se pur genericamente – di «carichi di lavoro in costante aumento» per il classe 2000, un percorso che a cose normali avrebbe dovuto portare il centravanti a rendersi disponibile quantomeno per il finale di stagione, visto che Kean lavora a parte ormai da inizio aprile (l’ultimo match in cui Moise è sceso in campo è quello del 4 aprile a Verona).

La Nazione
Nazione: “Kean, aveva ragione il fratello. Chissà se lo rivedremo…”
Kean
—E invece, nonostante bollettini medici che settimana dopo settimana inducevano all’ottimismo, il numero 20 non ha mai lavorato nemmeno mezza volta in gruppo, confermando quella che era la sensazione espressa tempo fa dal fratello Giovanni in una diretta Twitch: per guarire dai suoi cronici problemi alla tibia, al giocatore serviva solo un lungo periodo di riposo. Cosa che in effetti, se pur mascherandolo, la Fiorentina gli ha alla fine concesso, nella speranza a questo punto che la guarigione definitiva della punta nella prossima stagione possa essere messa al servizio dei viola e non di un’altra società.
Infortunio
—Per la gara di stasera, Paolo Vanoli dovrebbe cambiare poco rispetto alla squadra che ha battuto la Juventus domenica scorsa. Al netto delle assenze di Parisi (infortunato) e Ranieri (squalificato), si rivedranno dal 1’ Comuzzo e Harrison, mentre a centrocampo Mandragora è favorito su Brescianini. In attacco resta il dubbio tra Solomon e Gudmundsson, con l’israeliano leggermente avanti, mentre Piccoli è destinato alla conferma come prima punta. Lo scrive la Nazione.
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