La ripartenza della Fiorentina passa dalla compattezza del gruppo, dai gol attesi di Kean e dalla leadership tra i pali di De Gea, ma anche dalla crescita di due giocatori che sembrano aver cambiato volto alla squadra: Albert Gudmundsson e Nicolò Fagioli. Dopo settimane difficili, in cui entrambi avevano alimentato dubbi e tensioni, da alcune partite il loro rendimento è cresciuto in modo evidente, aprendo scenari molto più incoraggianti per il futuro viola.

La Nazione
Nazione: “Gud è libero di essere Gud. Fagioli, finalmente il regista”
Gudmundsson ha beneficiato in modo decisivo della scelta di Vanoli di spostarlo sulla fascia, liberandolo dai vincoli del ruolo vicino alla punta. Da esterno, l’islandese ha ritrovato libertà di movimento, inserimenti e conclusioni, diventando un fattore nella costruzione della manovra e nel creare superiorità numerica. Ora è chiamato a dare continuità e a confermarsi anche contro avversari di alto livello: sfide come quelle con Lazio e Milan saranno il vero banco di prova per certificare la sua rinascita.
Fagioli, invece, ha finalmente trovato una collocazione chiara come regista, ruolo che valorizza le sue qualità di gestione e lettura del gioco. Dopo essersi perso tra interpretazioni tattiche diverse nella gestione precedente, ora appare centrale e sicuro, come dimostrano anche i numeri delle ultime prestazioni. Ritrovata fiducia e responsabilità, l’ex juventino è diventato un elemento imprescindibile per dare ordine e razionalità alla manovra viola. Vanoli e lo spogliatoio lo sanno: la salvezza passa anche, e soprattutto, dal suo piede e dalla sua testa. Lo scrive la Nazione.
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