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FLORENCE, ITALY - MARCH 12: Albert Gudmundsson of ACF Fiorentina celebrates after scoring a goal with Nicolo' Fagioli and Riccardo Braschi of ACF Fiorentina during the UEFA Conference League 2025/26 round of 16 first leg match between ACF Fiorentina and Rakow Czestochowa at Stadio Artemio Franchi on March 12, 2026 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
La notte di giovedì è stata indimenticabile per Riccardo Braschi, che ha visto realizzarsi il sogno coltivato fin da bambino: giocare per la Fiorentina. Le emozioni sono state fortissime, tra lacrime in diretta televisiva e una notte quasi senza dormire in ritiro. Il giorno dopo, tornato alla routine, ha ricevuto un caloroso applauso da parte di compagni e staff appena entrato in palestra.
La passione di Braschi per la Fiorentina nasce in famiglia. Da piccolo seguiva le partite con il bisnonno “Cecco”, il nonno Gabriele e il padre Lorenzo, guardando in televisione la squadra allenata da Prandelli. Fu proprio il padre a rafforzare quell’amore, mostrandogli su YouTube le notti di Champions della Fiorentina con i gol di Batistuta e Gilardino. La prima partita allo stadio arrivò nel 2013, un Fiorentina-Catania che ricorda ancora perfettamente.
Dietro quel momento di gioia ci sono però anni di sacrifici: la crescita nella Sestese e poi, dagli 8 anni, l’ingresso nel settore giovanile viola. Durante l’adolescenza ha affrontato diversi infortuni seri, tra cui la frattura dello scafoide, tre volte il naso rotto, un problema al polso e uno al piede. Grazie alla determinazione trasmessagli dai genitori e al lavoro svolto anche d’estate con specialisti in Croazia, Braschi non ha mai smesso di inseguire il suo obiettivo: giocare per la squadra del cuore. Lo scrive la Nazione.
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