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FLORENCE, ITALY - FEBRUARY 7: Head coach Paolo Vanoli manager of ACF Fiorentina reacts during the Serie A match between ACF Fiorentina and Torino FC at Artemio Franchi on February 7, 2026 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
Negli ultimi anni più di un titolista è inciampato nell’equivoco tra out e aut. Fuori o oppure. Un errore di pronuncia che oggi diventa quasi una chiave di lettura per il momento viola. Perché di “Vanoli out” se ne leggono tanti: c’è chi gli imputa i cambi tardivi, chi i finali tremolanti, chi una classifica che non ammette più alibi. Ma alla richiesta di esonero andrebbe affiancata la domanda omofona: Vanoli aut? Ovvero: chi al suo posto?
Si può discutere di tutto: delle incertezze difensive, della gestione della panchina, dei punti lasciati per strada. E sì, alcuni errori nelle ultime partite ci sono stati. Ma liquidare l’allenatore senza un’alternativa credibile rischia di essere un salto nel vuoto. Vanoli non è intoccabile, ma non è nemmeno il solo responsabile di una stagione complicata. Anzi, nel mezzo delle difficoltà, la squadra ha mostrato a tratti un’identità più chiara rispetto ai mesi precedenti.
A Como servono punti, senza giri di parole. Poi arriverà il Pisa. E quella sì che rischia di essere la partita dell’aut-aut: o svolta o rottura. Fino ad allora, più che gridare “out”, forse vale la pena chiedersi davvero “aut?”. Lo scrive La Repubblica
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