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La Nazione su Vanoli: “Ai piani alti sta prendendo quota l’idea del cambiamento”

La Nazione su Vanoli: “Ai piani alti sta prendendo quota l’idea del cambiamento” - immagine 1
Paratici si esporrà solo a fine stagione, ma il ds vorrebbe ripartire da un nuovo allenatore, giovane ed emergente
Redazione VN

Giovedì sera la Fiorentina tenterà di rimontare tre gol al Crystal Palace in Conference League. Secondo La Nazione, dentro quei 90 minuti c'è un pezzo consistente del destino di Paolo Vanoli. La salvezza è ormai a portata di mano, dunque è l'Europa che può rappresentare il vero spartiacque. Il 3-0 dell'andata non lascia troppo spazio all'ottimismo, eppure la Fiorentina si aggrappa alla crescita mostrata negli ultimi mesi.

Vanoli ha sempre dribblato i discorsi sul suo futuro. Il suo contratto con la Fiorentina scadrà il 30 giugno e all'interno dello stesso è inserita un'opzione unilaterale (a favore del club) per il rinnovo di un anno. Ma la speranza di restare c'è eccome. I numeri gli danno forza. Nelle ultime nove partite la Fiorentina ha raccolto 18 punti. Meglio, con 20, hanno fatto solo Inter e Napoli. Dal primo gennaio il bottino è stato di 26 punti, settimo rendimento del campionato, davanti alla Roma. Ancora più significativo il dato sui gol: dai 17 fatti e 28 subito fino a dicembre si è passati a 20 realizzati e appena 16 incassati nel 2026. Ma basterà? La sensazione è che ai piani alti stia prendendo quota l'idea del cambiamento.

Fabio Paratici non si espone (e non lo farà fino a maggio), ma l'idea di ripartire da un nuovo tecnico sembra un vantaggio. L'identikit è chiaro: giovane, emergente, ma strutturato (cioè con risultati già alle spalle) e non integralista, ovvero disposto a un confronto costante con l'area tecnica, cosa imprescindibile per il ds. Un profilo che si allontana da piste come Maurizio Sarri o Josè Mourinho (nome uscito ieri e subito smentito). Più credibile, invece, la candidatura di Fabio Grosso, mentre resta chiusa la porta per Francesco Farioli del quale fonti vicine hanno fatto sapere che - oltre ad avere una clausola da 20 milioni col Porto - dopo aver già detto no alla Fiorentina un anno fa, declinerebbe anche stavolta.