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TURIN, ITALY - SEPTEMBER 03: Claudio Gentile and Antonio Cabrini talk during Gaetano Scirea Exhibition Opening at J Museum on September 03, 2019 in Turin, Italy. (Photo by Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)
Claudio Gentile ha concesso un'intervista sulle colonne della Repubblica. L'ex difensore della Juventus, Fiorentina e Nazionale, campione del Mondo nel 1982 in Spagna, è pieno di rabbia per quanto sta succedendo al calcio italiano:
"Mi fa male: è come se le continue sconfitte della Nazionale avessero cancellato anche un po’ di quello che conquistammo noi. Una macchia per tutti. Siamo genitori e nonni di ragazzi troppo fragili, noi non avevamo niente, loro hanno tutto, vogliono diventare Sinner, ma senza faticare troppo. Io all’oratorio menavo e non ci stavo a perdere, mai. Se ne esce cambiando un sistema dalla A alla Z, non solo qualche nome. La Federcalcio è totalmente da ricostruire, bisogna ridare libertà agli allenatori".
Obbligo di italiani in rosa - "Per strada mi ferma tanta gente e mi chiede cosa sta succedendo. “Voi eravate uomini”, mi dicono. Vado spesso allo stadio a vedere il Como, mi diverto, però in quella squadra non c’è l’ombra di un italiano. E allora mi dico che così non va. Devono scrivere una norma che renda obbligatoria la presenza di almeno quattro giocatori italiani nella formazione iniziale di ogni club di Serie A, ma io farei anche cinque".
Corruzione nel calcio - "Quando allenavo l'Under 21, vennero da me con una borsa piena di denaro: è tuo, mi dissero, se convochi chi diciamo noi. Risposi di andarsene subito, altrimenti avrei chiamato i carabinieri. Finì che mi fecero fuori. Se non sei un burattino non fai parte del gioco, però questa storia deve cambiare. Quando si avrà il coraggio di scegliere un ex giocatore? Qualcuno che sappia davvero di cosa stiamo parlando. Uno di noi dell'82? Non siamo corruttibili, non succederà".
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