La parola d'ordine è equilibrio: l'inserimento dei nuovi dovrà garantire una stabilità di cui la squadra non può fare a meno, vista la propensione a incassare gol (36 in totale in Serie A, solo Verona, Pisa e Torino ne hanno presi di più).

Gazzetta dello Sport
Gazzetta: “Vanoli cerca equilibrio. Come cambia il centrocampo della Fiorentina”
Un primo assaggio del nuovo centrocampo della Viola lo abbiamo avuto contro il Napoli, quando Vanoli ha schierato per la prima volta dall'inizio Fabbian e Brescianini insieme con il solito Fagioli in cabina di regia. Era già successo in Coppa Italia, nel match perso contro il Como (3-1 negli ottavi in gara secca) ma con Ndour nell'inedita versione play. Cosa che cambia parecchio in termini di bilanciamento, perché il numero 27 è più fisico e più interditore dell'ex bianconero, che invece si identifica in una doppia C, costruttore e creatore. Fabbian e Brescianini sono stati presi perché hanno caratteristiche diverse dagli altri mediani della rosa: sono più incursori, bravi nello scegliere i tempi giusti per inserirsi e riempire l'area di rigore. Con loro due la Fiorentina è più offensiva come atteggiamento, indipendentemente dal sistema di gioco.
Tra 4-1-4-1 e 4-3-3 cambia poco, la squadra però dovrà adattarsi al nuovo orientamento trovando distanze e proporzioni tra i reparti e coprendo bene gli spazi quando si perde palla. Il rischio infatti è quello di scoprirsi troppo, esponendosi alle ripartenze altrui: nel momento in cui le mezzali si buttano dentro senza palla, gli esterni devono stringere e coprire loro le spalle. Più uomini e più movimento in zona gol significa più scelte per Fagioli, il cervello della Viola, talento e fantasia al servizio della squadra. Lo scrive la Gazzetta dello Sport.
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