Fiorentina e Milan condividono l’origine americana delle rispettive proprietà, ma rappresentano due modelli di investimento calcistico profondamente diversi. In Serie A sono ormai nove i club controllati da capitali nordamericani, ma il confronto tra Rocco Commisso e RedBird evidenzia approcci opposti. Commisso è un imprenditore “classico”, self-made man arricchitosi con Mediacom, che ha acquistato la Fiorentina anche per ragioni identitarie e affettive: il club viola è per lui un “trophy asset”, non un investimento da far rendere. RedBird, guidata da Gerry Cardinale, è invece un fondo globale che gestisce capitali istituzionali e family office, con una logica industriale e finanziaria ben definita.

Gazzetta dello Sport
Gazzetta: “Commisso contro Cardinale, che differenze nella gestione dei club”
Questa differenza di dna si riflette nella gestione economica dei due club. Commisso ha immesso ingenti risorse nella Fiorentina: oltre 500 milioni complessivi considerando acquisto del club, aumenti di capitale, Viola Park e sponsorizzazioni Mediacom. Nonostante ciò, i bilanci viola hanno quasi sempre chiuso in perdita, con l’unica eccezione legata alle grandi plusvalenze di Vlahovic e Chiesa. RedBird, al contrario, ha concentrato la maggior parte degli 825 milioni investiti sull’acquisizione del Milan, destinando poche risorse alla gestione ordinaria e puntando soprattutto sui progetti infrastrutturali, in primis lo stadio.
Il risultato è che il Milan, sotto Cardinale, opera in regime di autosufficienza. Il ritorno stabile in Champions League e la valorizzazione del brand hanno spinto il fatturato oltre i 400 milioni, consentendo di aumentare gradualmente i costi della rosa mantenendo bilanci in attivo. La Fiorentina, invece, ha un fatturato più contenuto e un costo della squadra che pesa molto di più sui ricavi caratteristici, rendendo il club fortemente dipendente dalle elargizioni del patron. Due filosofie diverse, entrambe americane, ma con obiettivi, tempi e sostenibilità economica profondamente differenti. Lo scrive la Gazzetta dello Sport.
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