La Gazzetta dello Sport su Nicolò Fagioli. Cinque mesi fa l'ex Juventus non giocò neppure un minuto nel pari insipido dell'Arena Garibaldi: Pioli gli aveva preferito Hans Nicolussi Caviglia nel ruolo di play, com'era successo anche nella sconfitta con la Roma. Vanoli invece lo ha lasciato fuori dall'undici di partenza una sola volta, nel 2-2 con il Genoa: da allora 14 partite consecutive in A da titolare e un rendimento decisamente in crescendo, come un assolo alla chitarra.

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Gazzetta: “A Pisa Pioli preferì Nicolussi a Fagioli. Adesso Gattuso osserva”
Dopo un momento di buio Nico è tornato a vedere la luce e a disegnare traiettorie che diventano melodie per le orecchie dei suoi compagni. Lui li guida come se fosse il pifferaio magico reso immortale dai fratelli Grimm, creando opzioni e situazioni che possono propiziare gol. Grazie a Vanoli è migliorato anche in fase difensiva e la recente prestazione contro il Como è il manifesto del suo nuovo status di factotum: non solo ha smistato, cosa che gli riesce abbastanza naturale, ma ha anche limitato Nico Paz, riducendo il gioiello argentino al rango di un giocatore normale, e poi ha trovato il pertugio giusto per segnare l'1-0.
I numeri raccontano un'evoluzione significativa che è coincisa con la ripartenza viola: 2.18 occasioni create a partita, 4.86 palle recuperate, 3.14 passaggi lunghi riusciti e 11.5 verticalizzazioni. Cifre nettamente superiori alla media ruolo della Serie A.
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