La Fiorentina Primavera si è laureata campione d'Italia battendo il Parma. Il Corriere dello Sport ha intervistato il tecnico Daniele Galloppa.

Corriere dello Sport
Galloppa: “Ho lasciato prima squadra con la faccia tosta. Kouadio, che crescita”
La dedica? Non potrei non pensare a Joe Barone e Rocco Commisso, gli uomini che hanno creato questa meraviglia unica al mondo, che ne sono stati gli artefici. Poi la vita è talmente folle che ce li ha portati via.
Su cosa sia meglio tra scudetto e Coppa Italia, Galloppa non ha dubbi:
Lo scudetto, ma perché lo dice la parola, nulla vale di più. Però attenzione, la Coppa Italia è stato il primo trofeo in questa categoria per il nostro gruppo e dunque ha un fascino enorme. Però il titolo italiano 43 anni dopo, troppo bello.
Sull'aver allenato i giovani dice:
Allenare i giovani è una grandissima scuola: ripassi le basi, lavori sui fondamentali dall’appoggio dei piedi a come ti smarchi, a come difendi l’uno-due. Questa roba non va data per scontata. Io mi sono arricchito, ho studiato, ho capito che sali di categoria e cambia il modo di gestire. Allenare è insegnare, tutto questo qui ho potuto farlo al massimo livello.
Sui modelli dice di essersi ispirato un po' a tutti:
Come si dice? Ho preso un po’ da tutti... Beh io te li nomino: Capello e la gestione dei campioni, Spalletti e la proposta di calcio, la linea difensiva di Giampaolo, che poi io faccio qualcosa di molto diverso, ma a livello di attenzione è stata preziosa. Poi la proposta finale deve essere tua. Certo, i tecnici che ispirano la mia idea di possesso e gestione li ho visti tanto: Guardiola, De Zerbi, Fabregas. Ti dico una cosa ma - ti prego - non farmi passare per presuntuoso perché non lo sono e detesto chi lo è: ho visto proporre da Fabregas una cosa che io avevo fatto tre anni fa con la Under 17. Chiaro, io non sono nessuno e lui è Fabregas, è giusto così e stop. Sono stato contento però. E poi ancora i modelli: per la gestione Ancelotti e Klopp sono i top.
Galloppa parla anche della breve esperienza (4-6 novembre 2025) come allenatore della prima squadra prima dell'arrivo di Paolo Vanoli:
Intanto è stato talmente rapido che non ho avuto il tempo di pensare ed è stato un bene. Ho capito che quando sali in prima squadra il campo rischia di diventare l’ultima cosa e questo da appassionato del mio lavoro un po’ mi rattrista. Ma hai sotto un’azienda, è così. La stima da parte della squadra dopo quei pochi giorni? Questo lo ho avvertito e dopo Mainz certi messaggi li ho conservati con grande piacere. Di certo non volevo apparire l’allenatore giovane e intimorito e sono andato con la faccia un po’ tosta. E loro mi hanno apprezzato.
Galloppa sottolinea anche la crescita di Kouadio:
I nomi non mi piacciono. Ti dico però questo: Eddy Kouadio, che ha segnato nella partita scudetto, appena arrivato aveva una grandissima fisicità ma era tanto dietro agli altri per aspetti tecnici e tattici. Il suo è il risultato di impegno e dedizione sopra la norma.
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