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GERMOGLI PH: 17 LUGLIO 2024 BAGNO A RIPOLI AL VIOLA PARK PROSEGUE IL RITIRO ESTIVO DELLA FIORENTINA IN PREPARAZIONE ALLA PROSSIMA STAGIONE SPORTIVA NELLA FOTO SEBASTIAN FREY
L'ex portiere della Fiorentina Sebastien Frey ha ripercorso la sua avventura in viola in un'intervista rilasciata a la Repubblica in occasione dell'uscita del libro Fiorentina 100. Storie e ricordi del secolo viola di Giuseppe Calabrese. Il francese, protagonista di sette stagioni e 175 presenze con la maglia gigliata, ha parlato del suo rapporto con Firenze, dei ricordi più belli e della Fiorentina di oggi.
Significa portare in Italia, in Europa e nel mondo l'orgoglio di un popolo che ha vinto pochi trofei ma che ha un amore unico. La mia Fiorentina non ha vinto niente, ma ha conquistato tutto per come è stato capace di generare affetto nella gente".
Ce ne sono tanti, non basterebbe un'intervista. Il nostro era un gruppo unito e un esempio è Calciopoli: tanti sarebbero affondati o sarebbero andati via. Invece nessuno ha chiesto la cessione, ci siamo compattati e da lì abbiamo scritto pagine storiche, non soltanto salvandoci dal -15 ma riuscendo a centrare l'Europa".
La semifinale contro i Rangers ancora oggi non l'accetto. Avevamo tutte le possibilità per vincere un trofeo. In finale avremmo vinto sicuramente". Sull'eliminazione dalla Champions League contro il Bayern Monaco, invece, ha aggiunto: "Abbiamo fatto una grande prestazione, ma l'arbitro Ovrebo ci ha rovinato un sogno, privandoci della possibilità di giocarci un quarto di finale di Champions.
A Firenze sono diventato uomo. Grazie a Roberto Baggio mi sono avvicinato al buddismo, una filosofia di vita che mi ha reso un uomo migliore. Firenze è stata la tappa più importante per diventare il Sebastian Frey uomo che sono adesso.
Sono convinto che Paratici con la sua esperienza porterà serenità ed equilibrio. Grosso l'ho sentito, lo verrò a trovare molto presto: è la persona giusta per un ciclo di ripartenza. Ai tifosi dico di sostenere questa squadra e questo progetto, presto torneremo grandi.
Ripartirei da lui perché la Fiorentina ha bisogno di uomini veri, leader. David ha dimostrato tutta la sua professionalità ed è giusto che la storia gloriosa dei portieri della Fiorentina prosegua con De Gea.
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