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La Repubblica

Franchi, project financing e nodo concessione: il futuro dello stadio entra nel vivo

Redazione VN
Stadio Franchi, avanti sul project financing: gara pubblica, nodo concessione e corsa a Euro 2032. Restano i dubbi sui costi e sulla gestione

Il percorso per il nuovo stadio della Fiorentina entra in una fase decisiva. Dopo la valutazione iniziale del dossier viola, si aprirà una gara pubblica basata sul project financing per verificare l’eventuale presenza di altri soggetti privati interessati. Solo successivamente, e comunque non prima di sei mesi dall’assegnazione, si entrerà nel cuore del piano economico-finanziario: un passaggio chiave sul piano amministrativo e giuridico, da cui dipenderanno aspetti fondamentali come l’entità dei fondi messi dal proponente e i tempi di erogazione, oltre alla durata e alle condizioni della concessione dell’impianto.

Parallelamente, la disponibilità della Fiorentina a partecipare alla struttura finanziaria del progetto rappresenta un segnale importante per Palazzo Vecchio. Entro il 31 luglio, infatti, il Comune dovrà presentare alla UEFA il piano necessario per candidare il Franchi tra gli stadi italiani destinati a ospitare Euro 2032, includendo obbligatoriamente la copertura economica complessiva dell’intervento. Questo scenario rafforza le possibilità dell’impianto fiorentino di rientrare tra quelli selezionati e potrebbe, nel medio periodo, favorire anche l’accesso a risorse statali per completare l’adeguamento.

Dopo mesi complicati tra ritardi e criticità nei lavori, arriva intanto un’accelerazione sul piano politico. La sindaca Sara Funaro ha registrato un passaggio significativo in occasione del sopralluogo al Franchi insieme al ministro dello Sport Andrea Abodi, segnale di un clima più collaborativo rispetto al recente passato. Restano però diversi nodi da sciogliere: dalla gestione della seconda fase dei lavori alla richiesta del club di avere garanzie sull’utilizzo dello stadio anche negli anni successivi, fino al tema dei costi per gli arredi, stimati tra i 25 e i 30 milioni, che la Fiorentina non intende sostenere integralmente. Lo scrive La Repubblica.