Questa mattina, la Repubblica si è soffermata sul percorso della Fiorentina in Conference League, evidenziando il cambio di prospettiva vissuto nel corso della stagione.

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La Conference torna un obiettivo: dal rischio retrocessione al sogno trofeo
Ad agosto, con Stefano Pioli in panchina e un mercato importante alle spalle, l’obiettivo dichiarato era vincere un trofeo nell’anno del centenario. Tuttavia, l’avvio di stagione ha trasformato l’entusiasmo in difficoltà: risultati negativi in campionato e una classifica preoccupante hanno costretto la squadra a concentrarsi sulla salvezza.
In questo contesto, la Conference League è passata in secondo piano, con ampio turnover e prestazioni altalenanti nella fase a gironi. La priorità era risollevare la situazione in Serie A, anche a costo di sacrificare parte del cammino europeo.
Con l’inizio del 2026, però, la Fiorentina ha ritrovato continuità e punti in campionato, costruendo un margine di sicurezza sulla zona retrocessione. Una crescita che ha permesso di riportare la competizione europea al centro dei pensieri, trasformandola nuovamente in un obiettivo concreto.
Ora, alla vigilia della sfida contro il Crystal Palace, la Conference torna a essere un sogno reale. I viola si presentano a Londra con la miglior formazione possibile e la volontà di indirizzare la qualificazione già nella gara d’andata, forti anche del ritorno da giocare in casa.
Secondo il quotidiano, vincere il trofeo avrebbe un valore enorme sotto diversi aspetti: simbolico, per celebrare il centenario con un successo atteso da anni; economico, grazie ai ricavi UEFA già significativi e destinati a crescere; e sportivo, perché garantirebbe l’accesso all’Europa League nella prossima stagione.
Dopo mesi difficili, la Fiorentina si ritrova così a inseguire un traguardo che può cambiare il volto dell’intera stagione e proiettare il club verso un futuro europeo.
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