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Su La Nazione di oggi, un editoriale a cura di Benedetto Ferrara sulla Fiorentina di Paolo Vanoli. Ecco un estratto.
"Viene da pensare che al Viola Park il tempo scorra in un'altra dimensione. Ci è voluta una situazione disperata per capire che il Piolismo aveva fatto già il suo corso e i suoi danni, un bel po' di partite a Vanoli per mettere le mani sulla disposizione tattica della squadra, un bel po' alla proprietà per decidere che forse era il caso di prendere un direttore sportivo con grande esperienza e, a occhio, qualche settimana in più a Paratici per imboccare la strada che lo porterà, ci auguriamo presto, al Viola Park. Da segnalare una sfida che continua: quella tra il parterre di tribuna e l'allenatore di turno, quello che a un certo punto non ne può più e si ribella. Era accaduto a Italiano, che per carattere reagiva adrenalinico dopo ogni consiglio non richiesto, poi nel mirino era entrato Palladino, meno effervescente nelle sue reazioni e adesso ecco Vanoli, quello che dopo il gol di Kean alla Cremonese non ha resistito a girarsi e urlare qualcosa a chi aveva avuto un bel po' di cose da ridire. Forse basterebbe scriverlo sul contratto dell'allenatore che oltre a gestire uno spogliatoio e uno staff tra i suoi compiti c'è anche quello di riunire quel gruppetto di tifosi che soffre dietro la sua panchina per conoscere prima le loro indicazioni tecnico tattiche. Così, giusto per regolarsi, per fare in modo che non vi siano incomprensioni. Ma forse non è il caso. Già, non è proprio il caso".
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