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CREMONA, ITALY - MARCH 16: Nicolò Fagioli and David De Gea of ACF Fiorentina reacts after the Serie A match between US Cremonese and ACF Fiorentina at Stadio Giovanni Zini on March 16, 2026 in Cremona, Italy. (Photo by Marco M. Mantovani/Getty Images)
L'intervista di David De Gea a La Gazzetta dello Sport tratta diversi temi, parlando anche in maniera approfondita della stagione complicata che sta vivendo in maglia viola (SULLA CHIAMATA DELLA FIORENTINA). «Non c'è una spiegazione. Siamo partiti male e ci siamo messi addosso tanta pressione. È stata dura anche per me, che per la prima volta mi sono trovato a lottare per la salvezza». I giovani hanno patito questa situazione ancora di più, secondo lui. Però, in questi momenti, bisogna essere forti mentalmente. «Anche io non sono stato al top, ma non mi sono abbattuto: lavorare è l'unico modo per uscirne. Il momento più difficile è stato a fine 2025, quando eravamo ultimi, non vincevamo una partita e le statistiche dicevano che nessuno nella nostra situazione si era mai salvato». In quel momento, il portierone viola era preoccupato, si sentiva dentro un incubo. «Ora però siamo migliorati in tanti aspetti e siamo ancora in corsa in Conference, ma dobbiamo continuare a lavorare duro».
Continuando, De Gea ha parlato dell'arrivo di Vanoli, del quale ha sottolineato il grande lavoro svolto, e dei nuovi giocatori, che hanno portato tanta energia. «Eravamo morti, era una situazione disperata e Vanoli ci ha riportato in vita. E Paratici è molto presente: ama parlare con noi e seguire gli allenamenti. Sta facendo un grande lavoro. Ringrazio anche il dg Ferrari, la società e Goretti che mi sono stati vicini».
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