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La Gazzetta dello Sport

De Gea: “Eravamo morti. Vanoli ci ha riportato in vita”

Fagioli, De Gea
Nella sua intervista, David De Gea ha parlato della stagione complicata che sta vivendo insieme ai suoi compagni alla Fiorentina
Redazione VN

L'intervista di David De Gea a La Gazzetta dello Sport tratta diversi temi, parlando anche in maniera approfondita della stagione complicata che sta vivendo in maglia viola (SULLA CHIAMATA DELLA FIORENTINA). Per iniziare, però, ha parlato del post fatto su Instagram pro Kinsky (portiere Tottenham) dopo la brutta serata di Champions: «Quale è una cosa difficile per un portiere? Tutto. Un portiere è diverso dagli altri, dalla divisa agli allenamenti. Sei solo anche se fai parte di una squadra, serve una forza mentale pazzesca. Se fai un errore tutti se ne accorgono. Solo chi è portiere può capire davvero le difficoltà del ruolo».

Proseguendo l'intervista, De Gea inizia a toccare il tema della stagione attuale alla Fiorentina: «Non c'è una spiegazione. Siamo partiti male e ci siamo messi addosso tanta pressione. È stata dura anche per me, che per la prima volta mi sono trovato a lottare per la salvezza». I giovani hanno patito questa situazione ancora di più, secondo lui. Però, in questi momenti, bisogna essere forti mentalmente. «Anche io non sono stato al top, ma non mi sono abbattuto: lavorare è l'unico modo per uscirne. Il momento più difficile è stato a fine 2025, quando eravamo ultimi, non vincevamo una partita e le statistiche dicevano che nessuno nella nostra situazione si era mai salvato». In quel momento, il portierone viola era preoccupato, si sentiva dentro un incubo. «Ora però siamo migliorati in tanti aspetti e siamo ancora in corsa in Conference, ma dobbiamo continuare a lavorare duro».

Continuando, De Gea ha parlato dell'arrivo di Vanoli, del quale ha sottolineato il grande lavoro svolto, e dei nuovi giocatori, che hanno portato tanta energia. «Eravamo morti, era una situazione disperata e Vanoli ci ha riportato in vita. E Paratici è molto presente: ama parlare con noi e seguire gli allenamenti. Sta facendo un grande lavoro. Ringrazio anche il dg Ferrari, la società e Goretti che mi sono stati vicini».