
Il portiere della Fiorentina, David De Gea, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato di molti temi (QUI UN'ALTRA PARTE). Queste le sue parole:

La Gazzetta dello Sport
Il portiere della Fiorentina, David De Gea, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato di molti temi (QUI UN'ALTRA PARTE). Queste le sue parole:
«Quando andai per la prima volta con i grandi, all'Atletico, non parlavo se non mi facevano domande. Una volta nello spogliatoio si avvertivano più rispetto e deferenza, ora c'è meno distanza tra giovani e "anziani"». Secondo il portiere, da quando ci sono i cellulari è più difficile parlare, anche se lui continua a provare a farlo con i ragazzi.
Proseguendo, De Gea ha parlato della scelta che lo ha portato alla Fiorentina dopo un anno sabbatico: «È stata una decisione facile. Dopo 12 anni di United avevo bisogno di staccare, così mi sono preso un anno per dedicarmi alla famiglia, agli amici: l'anno migliore della mia vita». Durante questo periodo, però, De Gea ha continuato ad allenarsi con un preparatore, di nome Craig, che gli è stato molto vicino e ha fatto un grande lavoro con lui. «Ero sicuro di poter competere ancora ad alti livelli. Quando mi ha chiamato la Fiorentina ero pronto. La prima volta che sono entrato al Rocco B Commisso Viola Park sono rimasto a bocca aperta: non esistono tante strutture così in Europa».
Ferguson, Mourinho sono alcuni dei suoi allenatori. Chi le ha dato di più?
«Devo tanto a Sanchez Flores che all'Atletico mi portò in prima squadra quando ero molto giovane: con lui abbiamo vinto l'Europa League e la Supercoppa Europea. Sir Alex mi volle allo United, è stato fondamentale per me, come un padre».
Allo United ha giocato con CR7: come lo descriverebbe a un bambino?
«Cristiano ha qualcosa di speciale. Tutto è incredibile in lui: il modo in cui lavora e si prende cura di se stesso, l'alimentazione. Non si diventa il migliore per caso».
© RIPRODUZIONE RISERVATA