Dalla settimana segnata da allenamenti saltati per motivi familiari al gol decisivo: quella vissuta da Moise Kean è stata tutt’altro che semplice. Come spiegato da Vanoli, l’attaccante inizialmente non avrebbe nemmeno dovuto essere convocato, per rispetto del gruppo, e solo l’infortunio di Dzeko gli ha aperto le porte della panchina. Kean ha così superato dubbi e tensioni in una piazza agitata, trovando un finale felice e in parte inatteso, ribadendo nel post partita di essere rimasto concentrato e di voler ora ricambiare la fiducia di squadra e società.

Corriere Fiorentino
Dalle polemiche al gol vittoria, CorFio: “Così Kean si avvicina a Firenze”
Il gol contro la Cremonese avvicina la Fiorentina alla zona salvezza, ora distante tre punti, e può anche ricucire il rapporto tra Kean e una parte dell’ambiente che aveva iniziato a metterne in discussione la continuità. Entrato all’84’, l’attaccante ha avuto pochissimi palloni ma li ha sfruttati al massimo: tre tocchi, due tiri e il tap-in vincente al 92’. È il suo quinto gol in campionato, tutti al Franchi, e un segnale importante in una stagione ancora frammentata ma in miglioramento.
I numeri confermano la crescita recente: nelle ultime sei partite, considerando anche la Conference, Kean ha messo insieme 4 gol e 1 assist, con una media di una rete ogni 92 minuti dall’11 dicembre. Due dei suoi cinque gol in campionato sono arrivati nei minuti di recupero, fruttando quattro punti preziosi. Il rendimento non è ancora all’altezza delle aspettative, ma tempo e margini per rimettersi in carreggiata ci sono, per lui e per la Fiorentina. L’abbraccio con Vanoli e le parole sull’unità del gruppo raccontano una voglia comune di riscatto: i tre punti con la Cremonese sono solo l’inizio di un cammino ancora lungo. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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