Pantaleo Corvino, ex direttore sportivo della Fiorentina, ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport sui giovani talenti. Queste le sue parole:
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VIOLA NEWS news viola stampa Corvino: “A volte è necessario prendere stranieri. Il sistema va cambiato”
Corriere dello Sport
Corvino: “A volte è necessario prendere stranieri. Il sistema va cambiato”
Le parole di Pantaleo Corvino sui giovani talenti italiani
Criticato per aver preso stranieri? A volte è una necessità. Quando non puoi comprare italiani, perché il club non può sopportare certi costi, devi andare all’estero. Ma è una necessità che poi diventa una virtù se prendi stranieri che producono ricchezza tecnica ed economica.
Perché i giovani italiani fanno fatica a emergere in A?
—Innanzitutto devi avere le qualità in A. Poi il calcio è globalizzato e ognuno cerca di trovare le risorse tecniche senza guardare al passaporto. Il fatto che la Nazionale non è ai Mondiali da 3 edizioni non c’entra con questo.
E da cosa dipende?
—Il sistema è vecchio. Va cambiato. I presidenti federali non possono agire, devono osservare regole che non gli consentono di mettere in campo soluzioni innovative. In Italia non mancano i dirigenti, né gli allenatori e i preparatori. Va modernizzato il sistema, lo ripeto da tempo.
Ma ci sono giovani talenti?
—Sì, ci sono. Magari di meno rispetto al passato, ma ci sono. Finché gareggiano nelle Nazionali giovanili siamo alla pari se non superiori agli altri. Qualcosa non funziona a livello di Nazionale maggiore, ma non perché mancano giocatori per battere la Bosnia o la Macedonia. Piuttosto perché bisogna dare all’Italia il valore che merita. I club, all’interno di un sistema nuovo, devono consentire alla Nazionale di avere i calciatori per più tempo.
Si pensa solo al risultato senza avere pazienza?
—È una cultura vecchia e sbagliata tutta italiana. Per modificarla ci vorrebbe la Nato! Anche i giornalisti contribuiscono: dopo 2 ko vanno cambiati i tecnici, dopo 3 sostituiti i dirigenti. Negli altri Paesi è diverso. Se non permetteranno a Malagò di cambiare il sistema, anche lui rischia di fallire. Non era Gravina sbagliato, ma il contesto. Il Lecce è stato un precursore. Farà la A per il 5º anno di fila col monte ingaggi di 10 milioni netti, il più basso d’Europa.
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