Nicolò Fagioli è stato ancora una volta il centro della Fiorentina: mente, motore e stavolta anche finalizzatore. Il suo gol a Como, il terzo in 50 presenze in viola, ha indirizzato una vittoria pesantissima. Nel post partita ha però predicato umiltà, ricordando quanto sia difficile giocare contro una squadra come quella di Fabregas e ribadendo che l’unico obiettivo realistico resta la salvezza. Parole da leader tecnico, pronunciate dal giocatore più talentuoso della rosa, che ha invitato tutti ad affrontare le ultime tredici gare senza paura ma con piena consapevolezza della classifica.

Corriere dello Sport
CorSport: “Vanoli e l’aiuto dello staff. Così è rinato Nicolò Fagioli”

COMO, ITALY - FEBRUARY 14: Nicolo’ Fagioli of ACF Fiorentina celebrates with his team-mate Manor Solomon after scoring their team's first goalduring the Serie A match between Como 1907 and ACF Fiorentina at Giuseppe Sinigaglia Stadium on February 14, 2026 in Como, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
Il merito della crescita del classe 2001 va anche a Vanoli, che ne ha valorizzato qualità e disciplina tattica. Lo stesso Fagioli ha spiegato di sentirsi aiutato dallo staff, soprattutto nel posizionamento difensivo: contro il Como gli era stato affidato il compito di limitare Nico Paz, missione compiuta con efficacia. A 25 anni appena compiuti, il centrocampista ha ammesso che l’illusione estiva di una stagione da alta classifica ha reso ancora più duro l’impatto con la realtà della lotta salvezza. Ora, però, la squadra ha compreso la propria situazione e vuole uscirne da qui a fine campionato.
Accanto al leader tecnico c’è anche quello emotivo: Rolando Mandragora. Dopo aver conquistato il rigore del 2-0, il centrocampista ha scelto di lasciare il pallone a Moise Kean, evitando tensioni come accaduto in passato. Un gesto di maturità e di unità, simbolo di uno spirito ritrovato. La vittoria di Como è stata “sporca”, sofferta, ma proprio per questo preziosa. E per salvarsi, come ha sottolineato Mandragora, servirà affrontare le tredici finali che restano con lo stesso atteggiamento. Lo scrive il Corriere dello Sport.
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