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Corriere dello Sport

CorSport si interroga: “E se il nuovo presidente viola fosse Giuseppe Commisso?”

Redazione VN
Tanti punti interrogativi sul futuro della società

La scomparsa di Rocco Commisso apre diversi interrogativi sul futuro economico e societario della Fiorentina. Dal 2019 a oggi il club ha raggiunto un vero equilibrio finanziario solo in occasione di grandi cessioni, come nel 2022 con Chiesa e Vlahovic, che generarono plusvalenze decisive. Negli altri esercizi i ricavi non sono bastati a sostenere costi all’altezza delle ambizioni della piazza, nonostante la forte sponsorizzazione di Mediacom. Questo ha portato Commisso a immettere circa 350 milioni di euro in sei anni, oltre ai 160 milioni per l’acquisto del club, con il Viola Park da 120 milioni come eredità più concreta, insieme a una struttura patrimoniale oggi priva di debiti finanziari.

Dal punto di vista societario, dopo la morte di Joe Barone, nel CdA siedono l’ad Mark Stephan, il dg Alessandro Ferrari e Giuseppe Commisso. Proprio il figlio di Rocco potrebbe diventare presidente, in un’ottica di continuità familiare, visto che l’intera catena di controllo della Fiorentina fa capo alla famiglia Commisso tramite Columbia Soccer Ventures. L’esperienza imprenditoriale di Rocco, già dimostrata con Mediacom — azienda resa privata nel 2011 attraverso il delisting dal Nasdaq — rende però difficile immaginare il futuro di un progetto così personale senza la sua guida diretta.

Le decisioni ora spettano a Giuseppe Commisso e a Catherine, da sempre figura centrale negli affari di famiglia: continuare il progetto, nonostante le difficoltà tecniche della squadra, oppure riconsiderare l’investimento. L’arrivo di Fabio Paratici potrà incidere sull’area sportiva, ma le scelte chiave saranno strategiche e patrimoniali. Un primo segnale arriverà dalla nomina del nuovo presidente: una figura interna indicherebbe continuità, una esterna aprirebbe nuovi scenari. Le critiche ricevute da Rocco negli ultimi tempi appaiono oggi ingenerose, ma resta l’incertezza: non è scontato che la famiglia prosegua con lo stesso impegno, così come non è garantito che un’eventuale nuova proprietà possa assicurare pari solidità e visione. Lo scrive il Corriere dello Sport.  ---> Dopo Melloni, Baretti e Cecchi Gori scompare un altro presidente viola in carica