La brutta prestazione di Daniele Rugani a Udine, nella sconfitta per 3-0 della Fiorentina, non può essere giudicata come rappresentativa del suo valore. Il difensore tornava in campo dopo oltre due mesi e in un contesto complicato per tutta la squadra, che è mancata sia tecnicamente sia sul piano caratteriale. Rugani ha sofferto gli attaccanti dell’Udinese, ma la responsabilità del risultato non può ricadere solo su di lui, soprattutto considerando che era stato acquistato a gennaio proprio per portare esperienza e solidità alla difesa viola.

Corriere dello Sport
CorSport: “Salvate Rugani! Non può bastare un flop per bruciarlo”
A pesare sulla prestazione c’è stato anche il ritorno alla difesa a tre, scelta che in passato aveva già creato difficoltà alla Fiorentina. Con questo modulo, utilizzato prima da Pioli e poi anche da Vanoli per un periodo, la squadra ha spesso incontrato problemi. Inoltre Rugani non era ancora pronto per giocare tutti i novanta minuti: l’allenatore aveva previsto di sostituirlo, ma l’ammonizione di Pongracic ha cambiato i piani, costringendo il tecnico a modificare le rotazioni difensive e contribuendo alla prestazione negativa della squadra.
Nonostante la partita da dimenticare, Rugani resta un elemento su cui la Fiorentina può contare nelle ultime undici giornate di campionato, decisive per la salvezza. Con il ritorno alla difesa a quattro, il difensore potrà dare maggiore stabilità a un reparto che ha subito troppi gol. Le prossime sfide contro Parma e Cremonese rappresentano un’occasione importante per riscattarsi: la sua voglia di rivalsa potrebbe diventare un fattore utile nella corsa dei viola verso la permanenza in Serie A. Lo scrive il Corriere dello Sport.
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