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Paratici sta costruendo una base italiana per la Fiorentina. Parisi, Ranieri e Comuzzo, per dirne altri tre che corrispondono in pieno alle caratteristiche sopra citate seppur provenendo da percorsi e rendimenti differenti: l'esterno, che Vanoli ha spostato con successo da terzino ad ala, per rappresentare una delle poche note liete della Fiorentina 2025-26.
L'ex capitano per essersi rimesso in discussione una volta che appunto gli è stata sfilata la fascia dal braccio, recuperando ruolo tecnico e reiterando senso di appartenenza nel valore che più è mancato e che va ricercato per l'immediato futuro; il centrale classe 2005 perché è un figlio del settore giovanile viola e non basta una stagione negativa per mettere in discussione le qualità che ne avevano fatto uno dei giovani difensori più richiesti al mercato di luglio scorso (Napoli pronto ad offrire più di trenta milioni) e anche quello invernale.
Intanto, questi formano la base. I più sicuri, i più indicati per mille ragioni, anche se forse - anzi senza forse – ce ne sarebbe e ce n'è un altro in cima a tutto e tutti per disegnare una nuova Fiorentina che sia ambiziosa e competitiva: Moise Kean, il centravanti da venticinque gol un anno fa e da nove quest'anno. Ma quello che lo riguarda è davvero un discorso a parte. Lo scrive il Corriere dello Sport.
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