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FLORENCE, ITALY - FEBRUARY 26: Moise Kean of ACF Fiorentina appplauds the fans after the UEFA Conference League 2025/26 Knockout Play-off Second Leg match between ACF Fiorentina and Jagiellonia Bialystok at Stadio Artemio Franchi on February 26, 2026 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
La Fiorentina conoscerà oggi tra Strasburgo e Raków l’avversaria degli ottavi, ma è bene chiarirlo subito: la qualificazione è l’unica cosa da salvare in una serata disastrosa. Una partita senza carattere, gioco e identità, che dovrebbe restare impressa come monito, soprattutto in ottica campionato. Una prestazione così, povera anche di senso d’appartenenza e di consapevolezza del contesto europeo, non è accettabile né in Europa né in Italia.
Contro uno Jagiellonia generoso ma tecnicamente modesto, fatta eccezione per poche individualità, la Fiorentina si è consegnata da sola all’avversario. Lo 0-3 dell’andata è stato ribaltato con un altro 0-3, a parti invertite, trascinato dalla tripletta del 19enne Mazurek e dall’influenza costante di Pululu e Romanczuk. I viola, travolti da errori individuali e collettivi, non hanno mai mostrato una reazione emotiva, scivolando lentamente verso un incubo che al 4’ della ripresa appariva ormai inevitabile senza un episodio favorevole.
L’episodio arriva nei supplementari: lo Jagiellonia si sbilancia cercando il colpo del ko e Fagioli sfrutta l’errore di Abramowicz segnando il gol che scaccia l’eliminazione. Poco dopo, una deviazione fortunosa regala anche il raddoppio di Kean, ma nemmeno questo basta a chiudere la serata senza altri brividi, perché un errore di De Gea consente a Imaz di riaprire tutto nel finale. In mezzo, anche l’infortunio di Gosens. Alla fine la Fiorentina passa, ma la qualificazione non cancella una figura pessima che Vanoli dovrà trasformare in lezione, se non vuole che simili crolli abbiano conseguenze ben più gravi. Lo scrive il Corriere dello Sport.
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