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FLORENCE, ITALY - FEBRUARY 7: Albert Gudmundsson of ACF Fiorentina shows his dejection during the Serie A match between ACF Fiorentina and Torino FC at Artemio Franchi on February 7, 2026 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
I ventidue punti persi dalla Fiorentina da situazioni di vantaggio spiegano in modo limpido il terz’ultimo posto dopo ventiquattro giornate. Nove partite in totale, quattro con Pioli e cinque con Vanoli, in cui i viola sono passati da una vittoria potenziale a un pareggio o addirittura a una sconfitta. Una sequenza che alimenta rimpianti pesantissimi e restituisce la fotografia più fedele di una stagione segnata dallo spreco sistematico di risultati favorevoli.
Quasi la metà di quei punti (9 su 22) è stata buttata nei minuti di recupero, dettaglio che rafforza l’idea di una fragilità mentale prima ancora che tattica. Dalla prima giornata a Cagliari fino al recente pareggio col Torino, la Fiorentina non è riuscita a difendere gol pesantissimi arrivati nel finale, perdendo punti che oggi avrebbero un valore enorme. La parola chiave diventa così “paura”: la stessa che ha impedito di blindare il risultato sia ad agosto che a febbraio, in una continuità inquietante.
Con Vanoli il copione non è cambiato. Oltre ai casi di Cagliari e Torino, i viola hanno subito rimonte o pareggi contro Como, Roma, Milan (due volte), Genoa, Sassuolo e Lazio, con passaggi da vantaggi netti a risultati negativi che hanno aggravato il bilancio. Non tutte le partite si possono vincere difendendo un gol, ma quando la tendenza diventa strutturale si trasforma in una zavorra. Se la Fiorentina non spezza questo circolo di paura e incapacità di gestione, più che un rischio la retrocessione diventa una certezza annunciata. Lo scrive il Corriere dello Sport.
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