Tredici partite, 462 minuti, zero gol, zero assist, quattro gialli e una rissa nello spogliatoio (non il suo). Difficile immaginare un semestre peggiore di quello vissuto da Nicolò Zaniolo a Firenze: arrivato a inizio 2025, il classe ’99 ha lasciato un segno più fuori dal campo che dentro. Il finale col botto - la visita allo spogliatoio della Roma dopo la semifinale Scudetto Primavera contro la Fiorentina, le tensioni, l’indagine della Procura Federale e la multa da 15mila euro - ha pesato più del suo impatto (praticamente assente) in campo.

Corriere dello Sport
CorSport: “La sfida dell’ex Zaniolo. A Firenze uno dei semestri peggiori di sempre”
Dieci mesi dopo, però, la Fiorentina ritrova, da avversario, un altro giocatore. Con l'Udinese Zaniolo ha riscoperto centralità e continuità: cinque gol e un assist in campionato con la dieci sulle spalle, una condizione lontana dai picchi di inizio carriera ma sufficiente a far riemergere qualità che sembravano smarrite. E soprattutto una testa diversa. In un paese che fatica a togliere etichette, Nicolò prova a fare pace col passato, aiutato anche dalla serenità fuori dal campo - è nato da poco il suo secondo figlio, Leonardo - e da attestati di stima come quello di Vincenzo Italiano: «Sei troppo forte, non ascoltare gli altri», gli ha detto il tecnico del Bologna dopo la partita di lunedì scorso.
Il passato però torna a bussare stasera: la Fiorentina del suo vecchio amico Moise Kean, un'altra gara da ex (ha già punito l'anno scorso la Roma e quest'anno l'Atalanta, viola avvertiti), l'ennesima prova di maturità per un ex talento prodigio che ora vuole tornare grande. Lo scrive il Corriere dello Sport.
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