La Fiorentina batte il Rakow 2-1 e si avvicina ai quarti di finale di Conference League, conquistando un vantaggio prezioso in vista del ritorno in Polonia. Il successo non era scontato, considerando il momento complicato in campionato, il turnover scelto da Vanoli e la trasferta imminente contro la Cremonese. Senza brillare particolarmente, ma con maggiore concretezza rispetto ad altre uscite stagionali, i viola riescono comunque a rimontare la partita grazie al rigore decisivo di Gudmundsson nel recupero, ottenendo anche una spinta psicologica importante per il campionato.

Corriere dello Sport
CorSport: “Fiorentina, una vittoria non scontata. Che sia la spinta per lunedì”
Vanoli ripropone il 4-2-3-1 già visto in Conference, con Parisi e Fazzini larghi e Fabbian libero di muoversi alle spalle di Piccoli. In fase difensiva la squadra si trasforma spesso in un 5-4-1, con Fazzini arretrato e Fabbian a rinforzare il centrocampo. Il primo tempo scorre senza grandi occasioni: la Fiorentina controlla il gioco ma fatica a rendersi davvero pericolosa. L’episodio più significativo è una girata di tacco di Gosens su punizione di Fazzini, respinta da Zych, mentre la chance migliore arriva al 28’, quando Parisi serve un ottimo pallone a Fazzini che però calcia alto da buona posizione.
La partita si accende nella ripresa. Dopo l’ingresso di Gudmundsson e Harrison, il Rakow passa in vantaggio sfruttando una palla inattiva: Makuch anticipa Fortini e serve Brunes, che batte Christensen. La Fiorentina reagisce immediatamente e pareggia con un gran tiro di Ndour all’incrocio dei pali su assist di Mandragora. Nel finale i viola insistono e sfiorano il sorpasso con la traversa di Piccoli, prima dell’episodio decisivo: al 90’ Ameyaw intercetta con un braccio il cross di Dodò, l’arbitro assegna il rigore e Gudmundsson lo trasforma con freddezza, regalando alla Fiorentina una vittoria preziosa. Lo scrive il Corriere dello Sport.
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